Vigile Urbano? Solo se hai fatto il militare

Polizia Municipale

 FRANCAVILLA FONTANA (BR)  –   Un vero e proprio tuffo nel passato, che ci riporta indietro di un decennio, quando la leva era obbligatoria e  ‘chiusa’ alle donne. Senza dimenticare che per il Comune di Francavilla Fontana, come del resto altri Comuni in tutta Italia, se sei obiettore di coscienza, non puoi fare il Vigile Urbano. Pazienza poi, se all’interno dello stesso Corpo c’è chi non è abilitato all’uso dell’arma. Di più: se vuoi fare l’impiegato e sei un uomo, dovrai comunque chiarire la tua posizione rispetto agli obblighi del servizio di leva e del servizio militare.

I due bandi per i concorsi, diversi e distinti, che rimpolperanno gli uffici comunali con un nuovo impiegato e il Comando di Polizia Municipale con un nuovo agente sembrano, ad una prima lettura, viziati da alcune richieste anacronistiche, in contrasto non solo con la normativa vigente, ma anche con la parità dei sessi.

Partiamo con il concorso per impiegato di categoria C/1 che, all’articolo 2, elenca i requisiti per l’accesso al posto. Secondo il bando redatto dagli uffici, nello specifico, è motivo ostativo la posizione rispetto agli obblighi del servizio di leva e del servizio militare (soltanto per i cittadini italiani concorrenti di sesso maschile). Richiesta curiosa visto che, come è noto, la leva non è più obbligatoria dal 1° gennaio 2005, legge n.226 del 23.08.2004. Oltre che assolutamente aperta agli aspiranti soldati del gentil sesso.

L’anomalia si ripete nel bando per il concorso di Vigile Urbano, dove si chiede di indicare, al punto G, di avere assolto gli obblighi di leva e del servizio militare ovvero i motivi per cui non è in regola (soltanto per i candidati di sesso maschile). In particolare, proprio questo specifico punto sembra essere stato redatto in maniera frettolosa. L’abolizione dell’obbligo del servizio di leva, infatti, rende ‘normale’, ovvero ‘a norma’, qualunque cittadino abbia ritenuto di non dover espletare il servizio militare. Così come potrebbe apparire discriminatorio il riferimento al sesso dei candidati dato che, ano di grazia 2013, tanto gli uomini quanto le donne sono abilitati al servizio.

Nello stesso bando, inoltre, si legge che “non sono ammessi a partecipare al concorso i candidati che siano stati riconosciuti ‘obiettori di coscienza’. Questo punto fa leva sulla normativa vigente, piuttosto che sulla giurisprudenza in materia, molto dibattuta ma che, ad una prima ricerca, sembrerebbe dare ragione all’ente di via castello.

Resta la grande confusione generata tra gli aspiranti concorsisti. Qualcuno, i più giovani soprattutto, potrebbe non sentirsi in regola per il semplice fatto di non aver risposto ad una chiamata alle armi la cui obbligatorietà è stata da tempo abolita.