Processo Vantaggiato, la Corte nega la perizia psichiatrica: “Imputato cosciente”

Giovanni Vantaggiato

BRINDISI  –   “Vantaggiato era ed è capace di intendere e di volere. Non esistono indizi di segno contrario”. La Corte d’Assise di Brindisi rigetta la richiesta di perizia psichiatrica avanzata dal difensore del 69enne di Copertino.

Il lungo esame reso dallo stragista reo confesso fuga qualsiasi dubbio sulla capacità dell’imputato di stare a processo. Dunque la Corte ribalta la diagnosi formulata dai Consulenti di parte, Francesco Bruno e Maria Pia De Giovanni.

Nella lettura dell’ordinanza, il Giudice Domenico Cucchiara cita diversi esempi, a partire dall’interrogatorio di Vantaggiato pochi giorni dopo l’attentato: “In quell’occasione l’imputato si mostrò lucido e capace di rispondere con dovizia di particolari”. E ancora, le intercettazioni ambientali dei colloqui in carcere con la moglie in cui “si palesa una chiara strategia difensiva”; infine l’esame della scorsa settimana, durante il quale “Vantaggiato ha ricostruito con precisione la dinamica delle sue azioni.” Dunque, secondo la Corte, l’ira dello stragista non può essere inserita in un quadro più ampio di infermità mentale.

Respinte anche le richieste del legale di parte civile Raffaele Missere relative a una perizia medico-legale per accertare le lesioni subite dal proprio assistito e alla possibilità di riammettere lo stesso Parato nella lista dei testimoni. Una decisione incomprensibile per l’Avvocato Missere, che ha chiesto invano di ascoltare Parato sulla questione della truffa, oppure di acquisire i verbali della sua deposizione.

Accolta, invece, l’istanza della pubblica accusa di acquisire gli articoli di testate nazionali, pubblicati tra il 20 e il 30 maggio 2012, con l’obiettivo di provare il clima di terrore generato dall’azione di Vantaggiato. E intanto il processo di 1° grado si avvia verso la fase finale: il 17 maggio andrà in scena la requisitoria del PM Guglielmo Cataldi che tirerà le somme dell’intero procedimento penale, prima di formulare la richiesta di condanna.