Il cantiere sospeso e i soldi finiti, ritorno a Rudiae

Rudiae

LECCE  –  Crescono le spighe, crescono le margherite, i papaveri. E tutto continua a coprire la storia di rudiae. La stessa. Tra cantieri sospesi e soldi finiti. Nel sito archeologico, che dovrebbe essere la Pompei di Lecce, si entra tranquillamente, da un varco accanto al cancello, nonostante sull’area ci sia la triplice vigilanza del comune, della soprintendenza e dell’impresa che ha eseguito gli ultimi lavori.

Quelli, cioè, da 372.500 €, relativi al secondo lotto per il completamento delle opere di funzionalizzazione, valorizzazione e fruizione del parco, attraverso un centro per l’archeologia e un laboratorio all’aperto di archeologia per ragazzi.

Il cantiere ha preso il via il 20 febbraio 2012. Avrebbe dovuto essere ultimato il 19 dicembre. Dopo cinque mesi, la sua consegna non è stata ancora effettuata.

“I contrattempi – fa sapere l’Architetto Enrico Ampolo, il progettista – sono legati agli allacci al contatore elettrico e al serbatoio per gli scarichi fognari. I collegamenti, seppure per pochi metri, hanno richiesto il parere della Soprintendenza. Nel frattempo, per questo è stata disposta perizia di variante, che – annuncia– in settimana sarà presentata all’Ufficio tecnico del Comune”.

I tempi, dunque, slittano ancora. Quelli calcolati sono di un mese per l’approvazione e un altro mese per l’esecuzione, che dovrebbe comprendere anche la posa in opera di una pavimentazione apposita, su un letto di sabbia, inizialmente non prevista intorno al prefabbricato installato.

Fermo anche lo scavo, in mano alla Direzione regionale archeologica e che pian piano ha iniziato a portare alla luce l’Anfiteatro, il secondo per Lecce, una particolarità notevole per quello che fu l’Impero romano. Dalla pancia della terra riemergono archi, gradinate, la prima sembianza di quella che è stata la cavea. Le radici degli ulivi si tengono salde ai ruderi. Anche per continuare gli scavi sono terminati i soldi. “Ad occhio e croce servirebbe almeno un milione e mezzo di euro solo per completarli”, chiosa Ampolo. Nuove linee di finanziamento apposite per questo non se ne intravedono, ad oggi.

All’orizzonte ce n’è una, ma al momento è tutto un forse, per la gestione almeno del fondo ‘Acchiatura’, di proprietà comunale. È il nodo che dovrà essere discusso nella prossima seduta di giunta, in questa settimana, a Palazzo Carafa. Questa, almeno, è l’intenzione dichiarata dell’Assessore ai Lavori Pubblici, Gaetano Messuti. Massimo riserbo sul progetto, con cui si vorrebbe partecipare ad un bando in scadenza in questi giorni. “Sono ore frenetiche per la messa a punto – dice Messuti -. Se dovesse andare male questa ipotesi, dobbiamo pensare ad un’alternativa subito”.

Nel frattempo, però, la patria del poeta latino Quinto Ennio continua ad essere questa…