Mal di testa, ma era un tumore e resta paralizzata: 9 medici indagati

ospedale 'Fazzi'

LECCE   –   Avrebbero impiegato 3 anni per capire che dietro quegli svenimenti e quelle forti emicranie c’era un tumore al cervello. E, dopo l’intervento, la vittima è finita sulla sedia a rotelle a meno di trent’anni d’età. 

Con l’accusa di lesioni gravissime, 9 medici dell’ospedale ‘Vito Fazzi’ si sono presentati nelle scorse ore davanti al Giudice delle Indagini Preliminari Giovanni Gallo.

Il Magistrato, nel corso di un incidente probatorio, avrebbe dovuto conferire l’incarico a dei periti che avrebbero dovuto accertare eventuali responsabilità dei professionisti.

C’è da capire infatti se la patologia si sarebbe potuta rilevare prima e se si sarebbe potuto intervenire in maniera differente, evitando l’operazione.

Ma l’udienza è slittata. Tra la vittima, assistita dagli Avvocati Mariangela Leone e Laura Alemanno, e i medici, assistiti dall’Avvocato Angelo Pallara, sarebbe infatti in corso una transazione milionaria.

I fatti si sono verificati a partire dal 2008. La giovane donna, della provincia di Lecce, aveva iniziato a soffrire di svenimenti improvvisi, quando si è rivolta agli specialisti del nosocomio leccese.

I medici solo dopo tre anni avrebbero deciso di intervenire. Intanto la neoplasia che le aveva colpito il cervello continuava a crescere. Nel corso dell’operazione, delicatissima, eseguita per asportare la massa, i professionisti avrebbero – secondo quanto denunciato dalla ragazza – reciso i rami nervosi. Fatto sta che, dopo quell’intervento, lei non è più riuscita ad alzarsi dal letto. Tetraplegica, è costretta a muoversi sulla sedia a rotelle. Il suo esposto è finito sulla scrivania del sostituto procuratore Emilio Arnesano che, nei mesi scorsi, ha richiesto l’incidente probatorio.

Ora resta tutto sospeso. Almeno fino a quando le parti non riusciranno a raggiungere un accordo.