Countdown sulle aree demaniali, Confcommercio: “Dov’e’ il Comune?”

Comune di Taranto

TARANTO  –  Dov’è il Comune di Taranto e perchè non si è ancora attivato. Più che una domanda, è un appello ad attivarsi, quella di Confcommercio rivolto all’Amministrazione tarantina sulla destinazione delle aree demaniali.

Il tempo stringe e da Palazzo di Città non è ancora arrivato un piano per la destinazione delle aree in questione.

Un patrimonio ottenuto dopo 25 anni di discussioni polemiche e lotte ed il Comune sembra starsene con le mani in mano.

Fatto sta che entro giugno, praticamente entro un mese, l’Amministrazione comunale dovrà comunicare come intende utilizzare le 9 aree, pena la restituzione dei siti demaniali. Un mese è già trascorso dalla cerimonia di consegna avvenuta in Prefettura alla presenza delle autorità locali, e restano 60 giorni. “Non è dato di sapere se dei 30 già trascorsi si sia fatto buon uso – sottolinea Confcommercio – e se i tecnici ed i consulenti di fiducia dell’ente civico abbiamo avviato una qualche attività di progettazione o se altri professionisti, di cui non è dato di sapere, stiano già lavorando nelle retrovie”.

Eppure è un’occasione troppo importante da lasciarsi scappare. Parliamo di aree urbane importanti per rilanciare il tessuto socio-economico di Taranto. La domanda di Confcommercio è che si è fatto in questo mese, ma soprattutto dovè ora il Comune che solo in questi giorni ha attivato un ‘laboratorio di idee’, che da possibilità ai tarantini di esprimersi in merito al nuovo scenario urbano.

E le associazioni, i portatori di interessi economici, sociali, culturali, le rappresentanze professionali quale ruolo rivestono rispetto a tutto ciò?

E ancora che considerazione per Confcommercio o per l’Ordine degli Architetti? Le attese erano diverse. Da qui la richiesta urgente di confronto con l’ente locale, ma intanto due organizzazioni di categoria hanno già allertato i proprio riferimenti nazionali, perchè non c’ è più tempo da perdere e a Taranto, più che mai, servono nuove opportunità.