Vantaggiato in Aula ammette: “Ho costruito io la bomba della Morvillo”

attentato alla 'Morvillo Falcone'

BRINDISI   –   “Sono stato io a fare la bomba, ma non volevo fare del male”. Dal banco degli imputati Giovanni Vantaggiato, reo confesso della strage all’Istituto ‘Morvillo Falcone’, ammette le sue colpe, ma precisa: voleva fare un gesto dimostrativo.

“Ho costruito la bomba e l’ho portata davanti alla scuola verso l’una e mezza della notte”.

Arriva a quasi un anno dall’attentato, il racconto del killer nell’Aula ‘Metrangolo’ del Tribunale di Brindisi: a pochi passi, i genitori di Melissa ascoltano pietrificati le parole dell’uomo che ha spezzato la vita della loro unica figlia.

E’ lucido l’imprenditore di Copertino, mentre spiega nei dettagli in che modo ha confezionato l’ordigno: il 69enne si è servito dell’aiuto di un’enciclopedia, prendendo spunto da pagina 72, quella sui nitrati. E’ così che ha preso forma la miscela esplosiva che ha provocato sangue e terrore.

Un terrore, però, non voluto. Almeno a prendere per buone le giustificazioni del bombarolo. “Quella mattina ho visto arrivare le ragazze, ma poi non ho fatto caso se c’erano quando ho premuto il pulsante del comando a distanza”. Talmente accecato dalla sete di vendetta, dalla rabbia nei confronti della giustizia, Vantaggiato ha portato a termine il suo piano senza tener conto delle potenziali vittime.

“Volevo mettere la bomba al Tribunale”, ha precisato poco dopo Vantaggiato, ma non era possibile farlo perchè c’erano troppe telecamere. “Che c’entra la scuola con il Tribunale?”, ha chiesto il PM Guglielmo Cataldi. Per Vantaggiato non c’era alternativa, neppure la possibilità “Perchè non l’ha messa a casa sua”, ha domandato ancora il PM alludendo a Parato: “Non volevo fare del male” ha affermato l’imputato.

“Se lei non avesse voluto fare del male avrebbe fatto esplodere la bomba di notte”, ha quindi sottolineato l’accusa. “Volevo farlo di giorno in senso dimostrativo”, ha risposto l’imprenditore reo confesso. “Non volevo fare del male alle persone”. Quindi, le scuse. Chiedo perdono alla famiglia Bassi perchè anch’io ho figli”, piange il ‘killer per caso’ che però, non trova altro che le mani di mamma Rita coprire il volto in lacrime, mentre papà Massimo scuote la testa.

Ancora assente Cosimo Parato, per la settima volta consecutiva e senza dare alcuna notizia sulle sue condizioni di salute. Il PM chiede l’accompagnamento coatto del testimone.

E’ arrabbiato il padre di Melissa. Lontano dalle telecamere Massimo Bassi si sfoga con i parenti, criticando le continue assenze di Parato: “Il processo non va avanti per lui”, sussurra in Aula. Ma il processo, andrà avanti comunque. Anche senza Parato, prima vittima di Vantaggiato, la cui presenza in Aula a questo punto viene ritenuta superflua anche dai Giudici.