Usura, oggi la sentenza d’Appello per i fratelli Caroppo

Tribunale Penale - LE

LECCE  –  Arrivano davanti alla Corte d’Appello di Lecce i tre fratelli Caroppo, già condannati in abbreviato, per usura ed estorsione. La conferma delle condanne a 6 anni mezzo e a 3 anni e 4 mesi di reclusione è stata richiesta dall’Accusa, rispettivamente per Antonio e Damiano Caroppo.

Uno sconto dei pena, a 4 anni e 8 mesi di carcere, è stato invece invocato per Massimo Caroppo, che il Giudice dell’Udienza Preliminare Antonia Martalò aveva condannato a 5 anni.

Le indagini, coordinate dal Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia, Alessio Coccioli, hanno accertato presunti prestiti usurai con tassi d’interesse mensili pari al 10% – che potevano arrivare a superare il 120 annuo – estorsioni e attività finanziaria abusiva.

Costituite parte civile nel processo le presunte vittime, tra cui due imprenditori salentini.

I tre fratelli, assistiti dagli Avvocati Luigi Rella, Stefano Prontera, Benedetto Scippa e Latislao Massari, secondo quanto contestato dagli inquirenti, avrebbero messo su una vera e propria holding finanziaria, con un giro d’affari di centinaia di migliaia di euro, gestita in maniera illecita.

Gli accertamenti, condotti dai Carabinieri del nucleo investigativo del Comando provinciale di Lecce, sono stati avviati in seguito alla denuncia di un imprenditore del settore dell’edilizia stradale che, dopo aver ricevuto un primo prestito di 40.000 €, avrebbe dovuto restituire il mese successivo, a suo dire, oltre 44.000 €, finendo nel tunnel della disperazione.

Dopo l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal GIP Cinzia Vergine, tre fratelli, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, confermarono di aver prestato denaro a imprenditori in difficoltà economica, escludendo però di aver preteso la restituzione delle somme con interessi e, soprattutto, di aver minacciato o commesso estorsioni ai danni degli stessi.

 La sentenza d’appello è attesa in serata.