NO TAP: “Il Ministro Bray si esprima sul gasdotto”

Massimo Bray

LECCE  –   L’appello viene spontaneo durante la conferenza stampa organizzata alle Cantelmo dal Comitato NO TAP. È rivolto al nuovo governo. È indirizzato in particolare la neo Ministro al Turismo, il salentino Massimo Bray.

“Si esprima su questo gasdotto che dovrebbe approdare nel pieno di una zona turistica fiorente, che potrebbe mettere in ginocchio. Un’anomalia rispetto ai gasdotti già esistenti e che sbarcano nel pieno di zone industriali anonime come quelle di Gela e di Mazara del Vallo. Il nuovo governo – incalzano– ci dica cosa vuole davvero fare”.

La loro opposizione alla mega infrastruttura che dovrebbe convogliare il gas azero in Italia è motivata carte alla mano. Alcune delle quali già sotto la lente dei Carabinieri del NOE di Lecce che, nei giorni scorsi, hanno effettuato acquisizioni di documenti e stanno incrociando dati e date del periodo in cui la multinazionale ha effettuato i carotaggi sul fondale di San Foca. Il fascicolo è aperto sulla scrivania del PM Antonio Negro, ma tuttora è privo di ipotesi accusatoria e di indagati.

Il dito è puntato contro gli spostamenti delle navi impegnate da TAP per i sondaggi sottomarini, imbarcazioni che avrebbero operato di notte nonostante la capitaneria di porto avesse dato autorizzazioni solo per il giorno. Una di queste non sarebbe stata neppure citata nell’ordinanza n.2 del 2013 della Capitaneria di Otranto.

Sono alcuni dei nodi al vaglio degli inquirenti. Ma all’attenzione dell’opinione pubblica, il Comitato ne pone altri: le aspettative disattese in materia di occupazione, ad esempio. Secondo quanto riportato dalla stessa TAP nei documenti ufficiali, ci potrebbero essere tensioni sui “rapporti locali derivanti dalla presenza di forza lavoro non residente”. Ai lavoratori locali, insomma, rimarrà poca cosa.