Carbone pulito e cattura CO2, l’ira di Rossi si abbatte su ENEL

Centrale ENEL - Cerano

BRINDISI  –   Costi troppo elevati per la cattura a terra della CO2. Fattibile, quindi, ma poco conveniente. Almeno per impianti di larga scala. Ad affermarlo, è l’Amministratore Delegato di ENEL Fulvio Conti. Che provocano la rabbia del Consigliere comunale di Brindisi Bene Comune Riccardo Rossi. L’attivista smarrisce per un attimo il suo solito aplomb e sulla sua pagina Facebook, ci va giù duro.

“Adesso – scrive Rossi – vien fuori la verità. La cattura della CO2 e il carbone pulito sono una gigantesca menzogna, una puttanata per gli allocchi, per continuare a bruciare carbone e fare profitti immensi. Noi l’avevamo sostenuto da sempre, anche con una videolettera alla Prestigiacomo per denunciare questa ennesima buffonata”.

Le dichiarazioni di Conti, secondo Rossi, ristabiliscono quindi la verità. Ma sono dette ‘senza vergogna’.

Pronunciate, per altro, dal dirigente durante l’assemblea degli azionisti ENEL svoltasi a Roma lo scorso martedì.

In quell’occasione peraltro, l’AD è stato incalzato dalle domande e dalle contestazioni degli ambientalisti. Su tutti, il brindisino Daniele Pomes di No al Carbone.

Rispondendo agli ambientali, Conti, ha sostenuto che “ENEL non causa danni ambientali a Brindisi e Civitavecchia. Non nego che vi siano le indagini ma invito ad aspettare l’esito perchè tecnicamente ad oggi possiamo dire che non è così”.

Riguardo alla Centrale Federico II, Conti ha sottolineato che ENEL sta investendo per il miglioramento della Centrale, ma ha anche ammesso le problematiche legate al nastro trasportatore – oggetto di allagamenti – sottolineando come le responsabilità siano esterne alla società.

“Il difetto del nastro trasportatore – ha dichiarato Conti – non è risolvibile se non con coloro che hanno la responsabilità del canale di scolo, che non viene manutenuto come il nostro impianto. Non dipende da noi e non possiamo nemmeno entrarvi, se quel canale fosse dragato non ci sarebbe il pericolo di alluvione”.

Chiaro il riferimento a Consorzio Arneo e Regione Puglia, più volte sollecitate dall’ENEL per la pulizia dei canali.

Conti ha poi ribadito che “i rifiuti prodotti dallo stabilimento non sono tossici” ed ha sottolineato i “costi enormi” della tecnologia per la cattura a terra della CO2: “l’impianto sperimentale di Brindisi – ha concluso Conti facendo imbestialire Ross i- ha dimostrato che la cattura dell’Anidride carbonica è tecnicamente fattibile ma i costi sono troppo elevati per pensare a impianti su larga scala” .