Assunzioni Sanità: il ‘Fazzi’ annaspa, 100 medici in meno

ospedale 'V.Fazzi'

LECCE   –    99 caselle da riempire. Forse qualcosa in meno, ma le cifre rimangono comunque vertiginose. I medici che mancano tra le corsie del ‘Vito Fazzi’ di Lecce continuano ad essere tanti. Troppi. Nonostante le assunzioni avvenute nelle ultime settimane.

I numeri sono ancora ballerini, perchè quelli messi nero su bianco nella dotazione organica stilata nell’agosto del 2012 sono ora in fase di rimodulazione. Ma la portata, ad ogni modo, rimane simile. E la discrasia tra quanto scritto sulla carta e quanto nella realtà si ritrova è un abisso.

Sono 498 i camici bianchi previsti in teoria, ma effettivamente si contano attualmente 374 medici in servizio a tempo indeterminato e 25 a tempo determinato. Appunto, uno scarto di 99 postazioni.

Certo, questi dati ufficiali sono ancora oggetto di revisione, poiché la regione puglia sta elaborando i nuovi standard organizzativi che serviranno da guida per le dotazioni organiche definitive. Un modo per uniformare su tutto il territorio la presenza di personale nei diversi reparti, discussione al centro della spola che gli uffici fanno tra via Miglietta e via Capruzzi.

L’ultimo incontro risale alla settimana scorsa. Bari ha inoltrato i criteri a cui tutte le asl dovranno attenersi e a quelli si è risposto con alcune proiezioni su alcuni reparti. Ma l’affanno è fin troppo evidente e la prospettiva non è delle migliori.

In realtà l’autorizzazione alla deroga dal blocco delle assunzioni è solo una parte del problema – ammette il manager Valdo Mellone -. La stabilizzazione di situazioni oggi coperte da contratti a termine porrebbe un argine importante alla creazione di precariato, ma l’autorizzazione alla deroga non comporta grandi risorse in più, perchè dobbiamo comunque fare i conti con il vincolo di pareggio di bilancio ed i limiti alla spesa per il personale”.

È l’intera area di Oncoematologia ad essere più in sofferenza, almeno sul piano numerico. Ma i disagi sono distribuiti un po’ ovunque, evidenti anche nei carichi di straordinari, non sempre retribuiti, dei medici che prestano servizio.

Si è tentato di metterci una toppa, nelle ultime settimane. Due incarichi trimestrali rimpinguano l’unità di Medicina e Chirurgia d’accettazione e d’urgenza, uno quella di Chirurgia toracica, un altro incarico temporaneo in Chirurgia plastica, la Cardiochirurgia è stata rimpolpata con un collaboratore professionale sanitario-tecnico.

Ma l’affanno rimane. Evidente nei numeri. E in corsia.