1° Maggio, la festa del lavoro che non c’è

operai

Hanno riempito le pagine dei giornali, i titoli di apertura dei tg. Eppure, l’effetto continua ad essere lo stesso: una storia sempre più comune. Sempre più uguale. A volte, considerata anche superflua da raccontare. Le vertenze salentine, la vertenza Salento.

Volti, storie, disperazioni plurime. 

Dei lavoratori e degli imprenditori. Dei cassaintegrati, 9.089 solo quelli in deroga nelle tre province, e di chi un lavoro non lo ha mai avuto.

Delle 723 imprese che solo nel leccese hanno chiuso i battenti nel primo trimestre dell’anno. 19 i fallimenti.

E la ghigliottina è arrivata soprattutto su quelle realtà già in ginocchio: commercio, manifattura, edilizia. Stavolta anche il turismo. Anche l’editoria.

Non è più il 1° Maggio dei lavoratori dell’Adelchi, 800 operai per cui è stato reciso l’ultimo filo che li teneva legati all’azienda. Il 2013 per loro ha significato il licenziamento. Cancelli chiusi e rassegnazione a Tricase.

Cancelli chiusi e rabbia infinita a Trepuzzi. La dismissione della Omfesa, i libri in tribunale, l’inchiesta della Procura. E 80 operai metalmeccanici che continuano a chiedere che la fabbrica riapra, lontana da chi finora l’ha gestita. Il 14 maggio in Regione è convocato il tavolo della task force, con sindacati e curatori fallimentari, per capire come rimpiazzare sul mercato l’azienda, come trattenere qui i 30 milioni di commesse di Trenitalia.

Il giorno prima, il 13, sempre a Bari sarà la volta dei quasi mille dipendenti di Sanitaservice Lecce, la società in house della ASL di Lecce. Il loro presidio sul tetto di una palazzina del ‘Fazzi’ continua ancora, sotto il sole che inizia ad essere cocente: la promessa sbandierata in più di una campagna elettorale, il passaggio al full time, loro non la dimenticano.

È il 1° Maggio dimenticato dei collaudatori della pista di Nardò, il loro accendino sulla benzina, un’esasperazione che non riesce ad approdare da nessuna parte.

È il 1° Maggio delle 4 mensilità arretrate per gli addetti alla sicurezza della Italpol, a Brindisi, i guardiani dei parchi fotovoltaici. Un sospiro di sollievo, ma ancora troppo breve perchè legato ad accordi precari, per gli operai Sogesa, i loro 18 giorni sospesi sul nastro trasportatore della Edipower di Brindisi.

Per gli addetti al call center di Teleperformance, a Taranto, che aveva annunciato il licenziamento poi revocato, di 621 lavoratori  che però trascorreranno un periodo di cassa integrazione di 3 e 6 mesi.

Poi l’Ilva, le sue 3 morti in 4 mesi: Claudio Marsella, 29 anni, schiacciato da un locomotore nel siderurgico. Francesco Zaccaria, anche lui 29 anni, travolto dalla tromba d’aria che si è abbattuta su Taranto mentre era in cima alla gru. Ciro Moccia di anni ne aveva invece 42. è morto il 28 febbraio, cadendo da un ponteggio di 10 metri nella cockeria nr.9.

Il 1° Maggio, quest’anno, è anche e soprattutto loro.