Dal Ministero all’ASI, lo ‘scaricabarile’ sulla zona industriale di Tricase

Tricase-Specchia-Miggiano

TRICASE (LE)  – ASI-Ministero-Regione Puglia. Il rimpallo di competenze continua a soffocare la zona PIP di Tricase-Specchia-Miggiano, da 8 anni senza acqua corrente e senza fognatura. Le infrastrutture di base che mancano e che rendono ancora più difficile il decollo di un agglomerato mastodontico e ancora per il 90%vuoto. La prossima settimana il presidente del Consorzio ASI ha convocato un tavolo apposito, per tentare la virata.

Ma il cortocircuito burocratico, che tiene al palo quella che dovrebbe essere la zona industriale più importante di tutto il sud Salento, è duro da sbloccare. Nel 2005, il cantiere da 3.386.000 € – derivanti dal Patto territoriale per Lecce – per le opere di urbanizzazione non è mai stato consegnato. E questo perchè Il consorzio ASI, proprietario dell’area, non ha pagato per intero l’appalto all’ATI Meridionale Costruzioni-Tundo Michele, a cui deve ancora 450.000 €.

Di conseguenza l’ATI, dopo la realizzazione del troncone centrale e la messa a dimora delle tubazioni, non ha proceduto a effettuare il collaudo. Dunque, non si è mai potuto procedere con gli allacci delle singole utenze. E gli imprenditori sono costretti a sobbarcarsi i costi delle autobotti per l’acqua e dei bottini per smaltire i liquami.

E tutto questo con un altro paradosso. Sono in arrivo 2.300.000 € da Bari, per completare le infrastrutture idrauliche e collegarle a un depuratore nella zona. Che comunque sarà costretto ancora a rimanere fermo, visto che quei soldi non serviranno a consentire ancora gli allacci. I soldi che mancano, appena 400.000 €, dovrebbero arrivare dal Ministero e nel frattempo l’ASI non riesce ad anticiparli.

Per i sindacati, uno scaricabarile. In questo modo, riempire i 264 lotti esistenti, di cui impegnati appena 25, anche se venduti a prezzi concorrenziali, continua ad essere un’impresa titanica.