Da relitti urbani a giardini, ecco la città del futuro

incontri del 'Terzo Luogo'

LECCE  –  Suggestioni che si trasformano in progetti, visioni collettive che danno vita a proposte  da inserire nel nuovo PUG. Ci sono almeno tre luoghi dell’attuale Lecce che si vorrebbe come ‘altra Lecce’Le cave di Borgo S.Nicola, S.Cataldo, gli spazi esterni alle Manifatture Knos. Tutti potenziali  ‘terzo luogo’ per la città, seguendo la filosofia di Gilles Clément, giardiniere e paesaggista francese.

C’era anche lui sabato pomeriggio alle Manifatture, nel workshop avviato il 24 aprile e che ha chiamato a raccolta partecipanti da tutta Italia e non solo, oltre alle Istituzioni: Regione, Provincia, Comune di Lecce.

Tre gruppi di lavoro hanno messo insieme le idee e ridisegnato in autonomia le tre aree della città messe al centro del proprio laboratorio verde. Il filo conduttore, si diceva, è lo stesso: il ‘terzo paesaggio’, rinaturalizzazione e nuova vita da dare a quei luoghi che sono sfuggiti alla programmazione urbanistica e che spesso sono solo la trascurata linea d’ombra tra il centro urbano e la campagna.

S.Cataldo con le sue ingombranti costruzioni e le anacronistiche aree militari a ridosso. Torre Veneri, ad esempio. “Vorremmo che ritornasse a chiamarsi Torre di Venere”, ha detto qualcuno. Le cave di Borgo S.Nicola, gole profonde che inghiottono ora rifiuti ma che potrebbero riemergere come cerniere verdi. E poi i giardini delle Knos, fucina di sperimentazioni a portata di centro urbano.

Certo, bisognerà fare i conti con il cemento e non tutti parlano la stessa lingua. La ferita che si prepara ad arrivare su un altro angolo di Lecce è pesante. Il raddoppio della Regionale 8, rischia di travolgere località Fondone. Ma qualche spiraglio inizia ad intravedersi: la variante proposta dal Sindaco di Melendugno e rilanciata da Legambiente, sarà discussa in Regione  in un’apposita Conferenza di servizi.