Musica troppo alta, i residenti querelano i baristi

locale notturno

FRANCAVILLA FONTANA (BR)   –    Troppa musica, troppi schiamazzi, probabilmente troppa gente. E questo, ad alcuni residenti di Piazza Umberto I a Francavilla Fontana proprio non è sceso giù, tanto da fare fronte comune e nei giorni scorsi presentare presso la Stazione dei Carabinieri di Francavilla Fontana una denuncia-querela nei confronti dei gestori dei locali notturni della zona.

A fronte di 5 querelanti, sono 5 anche i querelati, tutti titolari di alcuni dei pub più amati dai giovani e, quindi, gli artefici della discussa ‘movida francavillese’. Non è chiaro, allo stato dei fatti, quali siano le esatte contestazioni che i residenti muovono ai baristi. Eppure, prendendo in esame l’articolo 659 del Codice Penale citato nell’azione, ma anche il recente passato di un difficile e complesso rapporto tra ‘vicini di casa’, è possibile risalire a quelle che sono le rimostranze segnalate ai militari dell’arma.

Secondo il Codice, è colpevole del reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone. Chiunque, mediante schiamazzi o rumori ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici.

Come dire che la musica suonata dalle casse dei locali proprio non va giù a chi, anche nel weekend, vuole andare a letto alle 9 di sera ascoltando Bach o Beethoven piuttosto che Iron Maiden o Gigi D’Agostino. E se in quest’ultimo caso potremmo persino essere d’accordo con i querelanti, occorre precisare come il legislatore ha, peraltro, voluto soffermarsi sul caso in cui, chi provoca la condotta rumorosa, sia realizzata da chi, per professione o mestiere, sia per così dire ‘costretto’ a produrre rumore.

In queste ipotesi, ed è altamente probabile che il ‘rumore’ prodotto dai locali lo sia, dimostrare le accuse è certamente più difficile. Anche perchè, oltre a quanto stabilito dalle leggi nazionali, occorre rifarsi ai regolamenti Comunali. Che tra decibel prestabiliti ed orari ballerini non seno sempre così evidenti.