Inchiesta costi di costruzione, arrivano i primi “preavvisi di garanzia”

tribunale

LECCE  –   Costi di costruzione nei Comuni, la bufera sta per scoppiare. Anzi, è già scoppiata a Tricase dove sono arrivati quelli che possono essere definiti “preavvisi di garanzia” a 7 persone. Si tratta di 7 tra dirigenti e ex dirigenti dell’Ufficio Tecnico comunale, ma anche un Segretario comunale: fra di loro però, non c’è Antonio Coppola, già dirigente dell’Ufficio Tecnico e poi Sindaco sia in passato che attualmente.

Ma la bufera è pronta ad allargarsi a macchia d’olio: nelle indagini della Guardia di Finanza di Lecce sono stati 197 i responsabili “segnalati” alla Corte dei Conti nella cosiddetta operazione ‘Polis’.

La svolta sembra arrivare ora con l’atto della Corte dei Conti di Bari che ha notificato ai primi dirigenti una formale contestazione, con un invito a controdedurre rispetto ad un’ipotesi di danno erariale. Un danno che è stato quantificato nelle Fiamme Gialle in 32 milioni di euro: ecco l’astronomica cifra che in pratica, i dirigenti degli Uffici Tecnici di tutta la provincia di Lecce potrebbero essere chiamati a risarcire alle casse dei Comuni.

E se così fosse, i tecnici comunali chiameranno in correità – questo sembra essere sicuro – anche i pubblici amministratori: sindaci, assessori e consiglieri. Andiamo con ordine: l’operazione polis viene svolta dalla Guardia Finanza di Lecce su input della Corte dei Conti di Bari. In sostanza i comuni avrebbero dovuto aggiornare – aumentandoli – i costi di costruzione e gli oneri di urbanizzazione, cioè le tasse necessarie all’edificazione. Non aver effettuato quell’aumento si è tradotto – secondo la Finanza – in un danno erariale da 32 milioni di euro che ora la Corte dei Conti chiederà di restituire di tasca propria ai tecnici comunali.

“Ma la Corte dei Conti di altre Regioni – sottolinea Pietro Quinto, legale di moltissimi di dirigenti ed ex dirigenti coinvolti nell’inchiestaha posto l’addebito della responsabilità anche in capo ai politici, sindaci ed assessori al ramo che, al pari dei tecnici, nulla hanno fatto nel corso di questi anni per procedere a detti aggiornamenti.  Si tratta di un nodo che viene al pettine – avverte l’Avvocato – e che rischia di trasformarsi in una polveriera e di divenire il terreno di scontro tra opposte esigenze pubbliche e private”.

Il mancato aggiornamento avrà forse avuto origine da motivi di consenso sociale e magari elettorale. Ed ecco perchè, di fatto, i tecnici sono pronti a rivalersi a loro volta su sindaci, assessori e consiglieri.