Acque rosse nel porto, arrivano le prime risposte

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BRINDISI   –   Chiazza rossa nel porto. Arrivano i primi risultati dal laboratorio del dipartimento brindisino dell’Agenzia Regionale per l’Ambiente. Secondo le analisi effettuate dai tecnici dell’ARPA, la contaminazione delle acque di Fiume Grande non è legata al ‘ciclo dell’azoto’: il valore di ammoniaca, nitriti e nitrati nei campioni rilevati nei giorni scorsi è infatti nella norma.

E’ da ricercare in altre sostanze, dunque, la causa del singolare fenomeno che nella giornata di martedì ha interessato le acque a ridosso della zona industriale di Brindisi.

L’esito complessivo dei test potrebbe essere comunicato tra lunedì e martedì: “Le analisi chimiche richiedono un pò di tempo”, ci spiega il Direttore Generale di ARPA Puglia, Giorgio Assennato.

Intanto a Palazzo di Città, l’Assessore all’Ambiente Luigi Casciaro, segue gli sviluppi della vicenda e attende il risultato definitivo.

Ma al di là degli aspetti chimici, bisognerà stabilire eventuali responsabilità da parte delle imprese presenti nella zona. Chi ha colorato di rosso le acque del mare? E’ questa la seconda domanda a cui occorre dare una risposta. “Stiamo verificando la conformità delle aziende alle prescrizioni previste dalla legge”, precisa l’Assessore. “Pur trattandosi di un episodio accidentale, l’Amministrazione comunale ribadisce la necessità di prevenire ed evitare incidenti di questo tipo”.

Lo stabilimento industriale più vicino al punto della contaminazione è quello della Sanofi Aventis che, a titolo precauzionale, ha fermato la linea produttiva finita sotto la lente d’ingrandimento. Ma gli accertamenti riguardano anche la SFIR e la Fiat Avio che scaricano nel canale alle spalle di Sant’Apollinare.