La Resistenza salentina, questa sconosciuta

ponte Ludovico Patrizi

E’ una storia sconosciuta, più che una storia dimenticata. Cos’è stata la Resistenza per i salentini, com’è stata vissuta, per tanto tempo, si è pensato fosse una questione non nostra. Eppure, a poco a poco, le storie, i vissuti, i volti riemergono.

E svelano sorprese.

Eccolo il ponte di Genova intitolato a Ludovico Patrizi.

ponte Ludovico Patrizi

È il primo partigiano caduto nella guerra di liberazione. Era un appuntato dei Carabinieri, aveva 44 anni ed era di Cursi.

Inizia da lui questa lotta che parla anche salentino, che qui non ha lasciato solo il silenzio. Certo, non è stata una guerra combattuta su questo territorio, ma che anche da questo territorio ha tratto linfa.

È stato Pati Luceri a ricostruirne la portata, nell’ultimo libro ‘Partigiani antifascisti e deportati’: 1.281 nomi, lievitati rispetto ai 700 di cui si parlava in una prima stesura dell”84. Molti erano braccianti, studenti, insegnanti, altri provenivano dalle forze armate e hanno capito da che parte stare.

Tra i nomi, c’è quello di una donna. Maria Teresa Sparascio. Era una staffetta partigiana, veniva da Tricase. È stata fucilata a Langhirano, nel parmense, dove si era trasferita con il marito Carabiniere.

Maria Teresa Sparascio

C’è anche Carmine Baldari, il più giovane tra i partigiani salentini, Brigata ‘Gramsci’. Su di lui ora si gira un documentario. 15 anni aveva anche Salvatore Belfiore, gallipolino morto a Tarnova della selva. Achille Pellizzari di Maglie, 57enne, era invece Rettore dell’Università di Padova.

Gino Malorgio, partigiano collepassese aveva come nome di battaglia ‘Alberto’, faceva parte della XXXI Brigata Garibaldi ‘Forni’. 

Gino Malorgio

Antonio Pisino (1917-1944), anche lui di Maglie, attivista nel Movimento Comunista d’Italia, fu fatto prigioniero dai nazisti a Roma e fu una delle vittime della rappresaglia nazista seguita alla ‘strage di via Rasella’. Trucidato alle Fosse Ardeatine.

Antonio Pisino