Guerra dei supermercati, Re.de la spunta su Lillo

tribunale

LECCE  –   Dismissione immobili comunali, la guerra a suon di carte bollate fra la Re.de srl e Lillo spa, arriva in Consiglio di Stato che si è espresso a favore dell’imprenditore leccese. Il supermercato su via Merine verrà costruito dalla società di Carlo Caiffa.

Circa un anno fa, più precisamente il 22 marzo 2012, il Comune di Lecce ha pubblicato un bando per la vendita di alcuni terreni, aventi destinazione urbanistica F12.

Con riferimento ad uno dei lotti oggetto di bando al quale è peraltro abbinata licenza commerciale di media struttura di vendita – ovvero la possibilità di esercitare attività di somministrazione di cibo o altra attività commerciale – hanno presentato offerta due società: Re.De. srl e Lillo spa.

Il 26 aprile 2012 la Commissione di gara dispone l’esclusione di Re.de srl dalla procedura per vizi di forma e dispone la contestuale aggiudicazione provvisoria del lotto a favore di Lillo spa. Successivamente, il 10 maggio 2012, la Commissione di gara ha stabilito di dover procedere “al riesame degli atti di gara ed alla conseguente riammissione delle ditte escluse”, ossia Re.de. srl e la Ditta Vergara.

A seguito dell’apertura delle buste contenenti le offerte economiche, la Commissione ha disposto l’aggiudicazione provvisoria del lotto a favore di Re.de. srl, verificato il valore di gran lunga superiore dell’offerta presentata dalla stessa – pari a € 1.100.600  – rispetto a quella presentata da Lillo spa – pari ad € 906.260 -.

Ma la Lillo spa non ci sta e ricorre al TAR il quale con sentenza del 4 gennaio 2013 accoglie il ricorso e disponendo l’esclusione di Re.de. srl. Ebbene, la  Re.de.srl decide di impugnare la sentenza del TAR che viene ribaltata dal Consiglio di Stato che ha disposto la sospensione degli effetti della sentenza impugnata sul presupposto del ‘fumus boni iuris’, ossia della verosimiglianza del futuro accoglimento del ricorso nel merito.

La società Re.de srl è rappresentata dal Prof.Saverio Sticchi Damiani che commenta: “l’ordinanza del Consiglio di Stato, sospendendo l’ordinanza del TAR Lecce ha nel contempo l’effetto di riammettere Re.de e di far rivivere l’originaria aggiudicazione in favore della stessa. L’aggiudicazione di in favore di Re.de incontra l’interesse pubblico in quanto l’offerta è di gran superiore e dunque maggior introito per le casse comunali”.