PD, da Roma a Lecce la lotta per non spaccare il partito

Pier Luigi Bersani

La Direzione nazionale del PD è stata una resa dei conti. Bersani ha confermato le sue dimissioni e ha chiesto di spazzare via anarchismo e feudalizzazione, altrimenti sarà la fine. Un partito che si trova in difficoltà a tutti i livelli,
da Roma fino alla provincia di Lecce, ha cercato soluzioni per non liquefarsi ulteriormente.

Ma c’è chi ha messo il dito nella piaga: la neo Governatrice del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani ha chiesto il perchè del ‘no’ a Rodotà e a Prodi e il come si sia arrivati a Napolitano.

E’ stata selezionata una delegazione per rappresentare il PD davanti al Capo dello Stato.

Il partito, però, è spaccato tra chi vuole mettersi d’accordo con Berlusconi e chi no.

C’è malessere, anche in Regione: qualcuno vorrebbe togliere il sostegno a Vendola, perchè il leader di SEL troppe volte ha voltato le spalle al PD romano.

Ognuno ha le sue soluzioni, ma non c’è condivisione, solo delusione. Emiliano è il primo dei delusi: già in mattinata, aveva dichiarato che la Direzione nazionale non avrebbe portato a niente e che i sindaci, quelli che come lui non sono mai stati ascoltati, anche questa volta non avranno spazio. E’ andata così.

Poi, c’è anche la questione premier: bisogna proporre Amato o Renzi? Nella Direzione nazionale PD non è stato affrontato l’argomento. Per Emiliano è inutile bruciarsi Renzi, meglio lasciar fare agli altri. Pino Romano chiede dialogo e condivisione: bisogna evitare brutte figure. I nervi sono a fior di pelle i mal di pancia dilagano: ci vorrà un grande sforzo per evitare ulteriori spaccature.