Nasce la rete per la prevenzione oncologica, la mappatura dei rischi tumorali

Repol

LECCE  –  Una firma che vale, dovrebbe valere, qualche tumore in meno. È quella apposta sul protocollo che dà vita alla rete di prevenzione oncologica della provincia di Lecce. Allo stesso tavolo Regione Puglia, ARPA, Provincia, Comune, ASL, Università, INAIL, CNR e Osservatorio Epidemiologico Regionale.

Un modo per mettere a sistema i dati, spesso distinti e diversi, relativi all’incidenza tumorale nel salento leccese. Ne dovrebbe venire fuori la mappatura precisa dei rischi, dei fattori di rischio.

Perchè è vero che l’effetto-imbuto derivante dalle emissioni di Cerano e dell’Ilva si abbatte soprattutto nel leccese. Ma la presenza di altre fonti che causano neoplasie non può essere sottovalutata. È il motivo per cui la stessa arpa ha avviato i controlli per il rilevamento del Radon, il gas naturale che si sprigiona dal sottosuolo, in 10 Comuni della provincia, 5 a bassa incidenza e 5 ad alta incidenza tumorale, tra cui Minervino di Lecce e Castrignano del Capo. Servirà a capire quanto potrebbe aver inciso qui, appunto, la presenza di Radon.

La Repol ora dovrà marciare. Innanzitutto dovrà dare vita a studi epidemiologici mirati, all’inserimento dei dati ambientai in un apposito database, presupposto per specifiche campagne di monitoraggio su microinquinanti, fino all’analisi di rischio e interventi di informazione.