Napolitano bis tra le polemiche del M5S

Presidente Napolitano

Giorgio Napolitano è stato rieletto presidente della Repubblica. Ed è la prima volta nella storia. Il sesto scrutinio non ha scoperto coltelli nelle urne. I voti ricevuti sono, più o meno, quelli che ci si aspettava. 738 per Napolitano votato daPD, PDL, Lega e Scelta Civica. 217 per Rodotà votato da Movimento 5 Stelle e Sinistra Ecologia e Libertà.

Dopo tre giorni di calvario, esultano i leader dei partiti principali Bersani e Berlusconi.

Il primo perchè ha visto andare in frantumi il suo partito logorato da una scissione interna esplosa nelle urne. Tanto da dimettersi e da indurre alle dimissioni tutta la segreteria nazionale del PD causando un terremoto senza precedenti.

Il secondo, perchè ha evitato che la nomina del nuovo inquilino del Quirinale fosse di esclusivo appannaggio del centrosinistra.

Certo i guai non sono finiti. Ora bisognerà vedere cosa ne sarà dell’intesa tra Vendola e Bersani dopo la divisione netta avvenuta nell’ultima votazione. E cosa ne sarà del PD dopo le dimissioni di massa.

Intanto, anche in Puglia gli umori sono divisi. Esultano per l’elezione di Napolitano Raffaele Fitto e Rocco Palese (PDL), certi del fatto che Napolitano sarà “un punto fermo ed una guida equilibrata indispensabile per continuare a traghettare il Paese fuori da questo momento drammatico”.

Adriana Poli Bortone (Grande Sud),  ringraziando il capo dello Stato per essersi reso disponibile alla rielezione, si dice certa che “ora ci sarà subito un governo partecipato rappresentativo delle diverse sensibilità”.

Nessun commento, per ora, dai democratici. Fatta eccezione per Antonio Decaro (PD) che ha confessato di aver votato scheda bianca e non aver scritto il nome di Napolitano.  Michele Emiliano, presidente del PD pugliese, continua a tessere le lodi di Rodotà, facendo notare come a Bari dove il giurista era ospite di un convegno, è stato accolto dal l’intera platea del  Teatro ‘Petruzzelli’  con una standing ovation e un lungo applauso.

Proprio Rodotà ha rilasciato qualche scarna dichiarazione. “Mi ha fatto piacere essere chiamato presidente – ha detto l’ex garante della privacy – non condivido alcuna marcia su Roma” ha detto prendendo le distanze dall’iniziativa di Grillo che precedentemente non aveva commentato. “Le contestazioni si fanno all’interno dei luoghi della democrazia”.

 Nella piazza, intanto, i grillini si stringono attorno al loro leader per far sentire il dissenso nei confronti della mancata elezione di Rodotà.

Lunedì pomeriggio ci sarà il giuramento di Giorgio Napolitano e subito dopo il governo. Il toto-nomi sui componenti dell’esecutivo  (presidenziale o delle larghe intese che sia) impazza. Per il premier si fa il nome di Giuliano Amato. Ma non è escluso che Annamaria Cancellieri possa tornare ad avere un ruolo di primo piano nell’esecutivo.