Interrogatori inchiesta Torcito, il progettista scarica la responsabilità sulla Provincia

Torcito

LECCE       Tutti in silenzio davanti al Procuratore Aggiunto Ennio Cillo, tranne il progettista dei lavori Angelo Dongiovanni che, a quanto è dato sapere, avrebbe puntato il dito contro la Provincia di Lecce e, quindi, contro il dirigente Rocco Merico, responsabile unico del progetto.

Dongiovanni e Merico sono due degli indagati nell’inchiesta su Torcito. Si sono svolti nelle scorse ore gli interrogatori di garanzia. Insieme con loro, rispondono a vario titolo di tentata truffa aggravata in concorso, danneggiamento, lottizzazione abusiva, falsità ideologica materiale, Sergio Donadonibus, liquidatore della ‘Intini Source srl’ e l’ingegnere Giuseppe Botta, direttore dei lavori.

Loro hanno deciso di non rispondere alle domande della Procura e degli uomini del nucleo di Polizia Tributaria e del nucleo investigativo del Corpo Forestale di Lecce. Hanno però presentato delle memorie difensive in cui respingono le accuse, spiegano la loro posizione, riservandosi di depositare, nei prossimi giorni tutta la documentazione necessaria ed una consulenza di parte che è già stata avviata.

Diversa la posizione del progettista, assistito dall’avvocato Viola Messa. Lui avrebbe spiegato che nel progetto esecutivo depositato in provincia, avrebbe “scritto quello che doveva”, adeguandosi ai pareri forniti dalla Soprintendenza, dopo aver valutato il progetto definitivo. Prima dell’inizio dei lavori, sarebbe dovuta essere, sempre secondo quanto sostenuto dall’architetto Dongiovanni, la Provincia a controllare e valutare il progetto. Il suo lavoro a quel punto sarebbe terminato. Di come il progetto sia stato eseguito, lui non risponde.

I lavori a Torcito, sono cominciati il 15 novembre scorso: la data di ultimazione è prevista per il 18 marzo 2014. I cantieri sono stati fermati da due sequestri, eseguiti a distanza di un paio di settimane, l’uno dall’altro: il 9 gennaio e poi il 30. Il primo ha interessato tre piste ed un’area sbancata con la distruzione della roccia affiorante e l’estirpazione di vegetazione, in difformità rispetto alla concessione edilizia rilasciata. Con il secondo sono stati sequestrati l’intero tracciato delle piste pari a circa 20 chilometri.

Costituiscono il collegio difensivo, gli avvocati: Anna Grazia Maraschio, Stefano Chiriatti, Frix Massa e Francesco Cantobbelli.