Posidonia a San Cataldo,scatta il sequestro

alghe a S.Cataldo

S.CATALDO (LE)  –  Scatta il sequestro sui cumuli di Posidonia a San Cataldo. I sigilli sono stati apposti in mattinata dai Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Lecce, al comando del Maggiore Nicola Candido,su un’area di 2.000 mq dove, dal 2009 ad oggi, sono stati abbancati 20.000 metri cubi di alghe frammiste ad altro materiale.

Arriva la svolta certamente inattesa, dunque, sulle montagne di Posidonia dragate dal porticciolo e stoccate lungo entrambe le sponde del canale. Avrebbero dovuto essere riutilizzate per il ripascimento o smaltite entro 12 mesi, invece sono rimaste lì per anni.

Ecco perchè il reato contestato è di gestione illecita di rifiuti. In particolare, di deposito incontrollato del materiale in cui sono impastate le foglie di Posidonia dragate, sabbia, ma anche rifiuti speciali pericolosi, tra cui batterie al piombo esauste, pneumatici, vetro, lattine in plastica, legno, sacchetti della spazzatura. C’era tutto sul fondale del canale. È rimasto tutto nelle montagne depositate lì, per anni.

Con disagi evidenti, come raccontano gli utenti della darsena.

Ora gli atti verranno trasmessi in Procura, ma finchè quelle alghe non saranno portate via da lì i problemi rimarranno.

“Setacceremo quella sabbia, scorporandola dai rifiuti e riutilizzandola per il ripascimento delle dune. Potremmo partire già domani se Provincia di Lecce e Stato maggiore dell’Esercito ci dessero subito il nulla osta”, spiega l’Assessore all’Ambiente di Palazzo Carafa Andrea Guido.

Il sequestro, forse, potrebbe far affrettare i tempi. Di certo, però, porta a galla i paradossi incredibili che la darsena continua a vivere…

Da luglio è terra di nessuno, senza alcuna società che la gestisca, anarchia pura per 200 diportisti.