Il Papa all’Arcivescovo di Taranto: “Prego per voi e vi benedico tutti”

PAPA: ESCE DA PORTA ANGELICA E SALUTA FOLLA FEDELI

TARANTO  –  “Prego per voi e vi benedico tutti”.  Così Papa Francesco ha risposto ieri all’Arcivescovo di Taranto, Mons.Filippo Santoro, che gli chiedeva di pregare per la sua diocesi. In una nota il presule riferisce dell’incontro avuto con il pontefice, che conosce da quando era in missione in America latina,durante l’udienza generale del mercoledì.

“Santità – gli aveva detto Mons. Santoro – preghi per la mia diocesi, ora sono Arcivescovo di Taranto. Ci troviamo in un grave e ingiusto conflitto fra salute e lavoro. Diamo una speranza a questa bellissima città”.

L’Arcivescovo, ricevuta la benedizione “che ora estende a tutti i tarantini, si è congedato dal Papa – è detto nel comunicato – che rincontrerà durante la visita ‘ad limina’ con gli altri Vescovi di Puglia alla metà del mese di maggio”.

Mons. Santoro coglie l’occasione per commentare l’esito del referendum consultivo sulla chiusura totale o parziale dell’Ilva che non ha raggiunto il quorum di validità anche se hanno vinto i ‘sì’. “Preferisco ancora una volta – osserva – leggere nei dati dell’astensionismo, così come in quelli del voto effettivo, la volontà dei tarantini di non voler contrapporre la salute al lavoro, ma di ricercare una soluzione che possa difenderli entrambi”.

Il presule rivolge  “l’invito all’unità. Come ho affermato il Venerdì Santo scorso auspico che ci sia una nuova stagione di sviluppo per la Puglia e per Taranto, senza fossilizzarci sulla grande impresa, ma favorendo la piccola e media industria, il commercio, l’agricoltura con i frutti della terra, la pesca con la difesa del nostro mare e dei suoi frutti preziosi. Smettiamo di essere l’uno contro l’altro. Il problema – conclude Mons. Santoro – non può essere risolto ignorando uno dei due elementi della questione, in questo caso il lavoro, ma cercando percorsi condivisi. Da questa situazione drammatica è possibile uscire trasformando quella che è una calamità in opportunità di riscatto del bene comune, attraverso una concertazione positiva tra istituzioni e società civile”.