Tensione alla Prototipo, lavoratori tentano di darsi fuoco

Nardò Tecnical Center

NARDO’ (LE)   –  In mano, accendino e una bottiglia di benzina. Più che una dimostrazione eclatante, è lo sfogo dell’esasperazione. Per gli ex lavoratori della pista Prototipo di Nardò è stata una mattinata di tensione.

È iniziata con il blocco stradale, per impedire l’ingresso delle auto da testare nella pista, sulla strada per Torre Lapillo.

Poi, di fronte alle telecamere, la situazione si infuoca, nel senso vero della parola, fino a quando quella bottiglia di carburante non viene sequestrata dalle forze dell’ordine.

Lo sconforto c’è. Da 4 mesi la CIG non viene percepita e questo si aggiunge allo scheletro di una vertenza aggrovigliata. Da un anno la pista di collaudo per le auto delle migliori case automobilistiche europee è in mano a Porsche.

Ci avevano sperato, loro, i 15 ex collaudatori delle cooperative alla Service, Sasina e Italian job, che questo nuovo ingresso avrebbe consentito di porre fine alla vertenza che dura da 3 anni. Invece, è rimasta nel limbo di riunioni della task force regionale inconcludenti, in cui si sono sprecate le promesse, ribadite anche in prefettura, che, in caso di nuove assunzioni, si sarebbe attinto, con priorità, dal bacino dei lavoratori in cassa integrazione. Così pare non essere stato. Il reintegro avrebbe dovuto avvenire o tramite la nuova cooperativa Copat, che ha impiegato solo 3 persone, o tramite l’agenzia interinale obiettivo lavoro, che ha chiesto la disponibilità agli ex collaudatori, mai ancora, tuttavia, impiegati. Al loro posto – denunciano in coro – altri lavoratori. Per questo chi protesta chiede un incontro con i vertici del colosso tedesco, convinti che questo non sia a conoscenza della loro situazione.

La risposta, però, è picche…

Proviamo a metterci in contatto con uno dei responsabili della Nardò Tecnical Center, Francesco Nobile, lo stesso che ha sempre rappresentato la pista nei tavoli istituzionali. Ma pare essere un muro di gomma.

Nulla. Le risposte, allora, si attendono dalla Regione e dall’Assessorato allo Sviluppo economico, in mano a Loredana Capone, in particolare.