Le pensioni d’oro del Consiglio regionale, un diritto anche per chi non ne ha diritto

Regione Puglia

BARI   –    11 milioni non bastavano. Per pagare i vitalizi dei Consiglieri regionali sono serviti altri 2 milioni e 354 mila euro. Perchè? Per adeguarsi all’inflazione. Perchè se la manovra imposta dal governo Monti impedisce a 6 milioni di pensionati – che non percepiscono assegni d’oro, ma nella media – di adeguare le pensioni al costo della vita, per i consiglieri regionali non è così.

L’adeguamento ISTAT è automatico e, quindi, occorrono più soldi per soddisfare il fabbisogno. 

Di più. L’assegno vitalizio naturalmente non è stato cassato. Ma per i consiglieri in carica c’è eccome. “I diritti maturati sono innegabili”, spiegano.

E dunque tant’è. A seconda degli anni di legislatura, ecco che matura la pensione d’oro.

Le regole sono uguali per tutti.  La base di calcolo del vitalizio è di 10.805 €, ovvero l’indennità di mandato percepita mensilmente.

In base poi agli anni di legislatura la percentuale che su di essa si calcola varia.

I veterani che hanno trascorso in Consiglio 15 anni portano a casa 9.724 € lorde mensili. Ovvero il 90% dell’indennità.

Per 13 anni di servizio si calcolerà il 72% e, dunque, 7.700 € circa.

Chi di anni ne ha fatti 7 , ne porterà a casa 4.387 lorde. Equivalenti al 48% dello stipendio mensile.

E via a scalare fino ad un minimo del 30%. Tutto al lordo certo, ma il risultato non cambia visto che devono pur sempre uscire dalle casse della Regione.

Mensilità di tutto rispetto che sono ben lungi dall’essere paragonabili a quelle che un cittadino raggiunge in soli 10 anni di lavoro.

E non è tutto qui. Perchè se questo vale per i consiglieri in vita, vale anche per gli assegni di reversibilità. Ovvero per il consorte dell’eletto deceduto che potrà continuare a beneficiare della pensione del partner.

Si continuerà a percepire il 65% del vitalizio percepito dal defunto quando era in vita. Il che equivale a pagare pensioni del giro di 2.900 € per chi prendeva 4.400 di pensione o 6.500 € per chi godeva di un vitalizio sostanzioso. Anche in questo caso le cifre sono al lordo. Ma resta il fatto che indipendentemente da quanto finisca nelle tasche degli eletti, dalle casse regionali i soldi bisogna pur trovarli.

Un diritto riconosciuto a tutti. Anche a chi non ha nemmeno un requisito. Come, e lo ricorderete, l’ex assessore esterno Massimo Ostillio che pur non avendo nè i requisiti di anni di servizio – in Regione ha lavorato solo 4 anni – e nè di età  – non aveva nemmeno 60 anni – con un versamento neanche troppo alto è riuscito a garantirsi una pensione d’oro a vita. Pagata dai cittadini.

Un’ultima annotazione. E’ vero che gli stipendi mensili non sono cumulabili per chi riveste più cariche. Dunque è vero che i consiglieri eletti in Parlamento non potranno percepire l’assegno vitalizio del consiglio regionale. Ma è vero anche che quando cesseranno il mandato e matureranno la pensione da parlamentare, se la legge non sarà modificata prima, potranno accumulare entrambi i vitalizi. E questo ricompensa l’attesa.