Inquinamento alla Consal di Muro? Inizia il processo. Il Comitato ‘Salentambiente’ si costituisce parte civile

Consal

MAGLIE (LE)  –   Si apre il processo sul presunto inquinamento da diossina alla Ruggeri Service, la fonderia di Muro Leccese, nei mesi scorsi finita al centro del braccio di ferro tra ambientalisti e proprietà, che fa capo all’ex Deputato e attuale Coordinatore provinciale dell’UDC Salvatore Ruggeri.

Nella tarda mattinata, la prima udienza ha riservato una sorpresa forse inattesa: l’accoglimento della costituzione di parte civile da parte del Comitato ‘Salentambiente’.

È quel gruppo di cittadini ad aver curato gli esposti che hanno dato la stura alle indagini e poi al processo. Di fronte al Giudice Monocratico del Tribunale di Maglie, Pasquale Sansonetti, il Comitato ha depositato il proprio elenco di testimoni, composto da residenti ed ex dipendenti, oltre alla richiesta di risarcimento danni, da quantificarsi in sede civile, nei confronti, appunto, di Salvatore Ruggeri, Amministratore Unico della società che produce leghe in alluminio.

Al termine delle indagini preliminari, il 16 gennaio scorso, è contro di lui che il PM, Emilio Arnesano, ha emesso decreto di citazione a giudizio. Ruggeri deve difendersi da una triplice accusa. La prima è di aver violato i valori-limite di emissioni in atmosfera, poichè il suo impianto avrebbe emesso fumi “contenti concentrazioni di diossine totali pari a 1,41 ng TE/Nmc a fronte di un valore limite previsto dalla normativa regionale pari a 0,4ng TE/NC”.

Il secondo capo di imputazione riguarda il getto pericoloso di cose,art.674 C.P., per aver “provocato, nell’ambito dell’attività di fonderia svolta della società – è scritto nel decreto – emissione di fumo in atmosfera (fumi neri e mal odoranti), che si diffondevano interessando i Comuni di Muro Leccese e Scorrano, provocando grave molestia alla popolazione costretta a sopportare le malsane esalazioni”.

Questi fatti sarebbero stati commessi il 31 maggio 2012, data in cui l’ARPA Puglia ha prelevato un campione di emissioni convogliate attraverso il camino E1, accertando lo sforamento della sostanza cancerogena.

Il terzo capo d’imputazione, per lo stesso reato, riguarda però quanto si sarebbe ripetuto pochi giorni dopo, il 21 giugno, successivamente all’installazione del nuovo camino con i nuovi filtri, in quel momento ancora in fase di prova, prima di ottenere l’Autorizzazione Integrata Ambientale, lo scorso 1 ottobre.

I fatti contestati si riferiscono dunque alla gestione del vecchio impianto relativamente al quale, a maggio, il Comitato locale ‘Salentambiente’ presentò un esposto ai Carabinieri del NOE, informando poi la ProcuraNe sono seguiti i sopralluoghi congiunti di ARPA, ASL, Provincia di Lecce e NOE, il 27 giugno; le ordinanze sindacali prima di sospensione delle attività e poi di revoca, in seguito a contestazione, del blocco della fonderia.

Dalla proprietà, che pure abbiamo provato a raggiungere telefonicamente, senza esito, nessun commento.

La prossima udienza è fissata per il 27 giugno, data nella quale di fronte al Giudice Monocratico di Maglie dovranno presentarsi i testimoni individuati dal PM Arnesano. Tra questi i membri del Comitato e i Carabinieri del NOE.