Fiera del Levante, Viesti si dimette da presidente

Gianfranco Viesti

BARI  –   Dopo due anni di mandato, Gianfranco Viesti non è più il presidente della Fiera del Levante di Bari.  Il professore di Economia si è dimesso dall’incarico. Lo ha comunicato ufficialmente durante la riunione convocata dal presidente della Regione Nichi Vendola e alla quale hanno preso parte gli altri soci: Comune, Provincia e Camera di Commercio di Bari.

Dopodichè ha abbandonato la riunione.

Il motivo? Ne parlerà, ma non subito. Stando a ciò che si sa, la riunione fiume del Consiglio di Amministrazione tenutasi nottetempo e trasformatasi in una guerra fratricida, si è conclusa con il ritiro delle deleghe tanto di Viesti che del segretario generale Volpicella. Dunque non potevano svolgere alcun compito autonomamente e quindi restare, così, non avrebbe avuto senso.

Ma la vera crisi è dettata dai debiti. Una emorragia finanziaria di cui vi abbiano ripetutamente parlato nel corso degli anni e che è peggiorata esponenzialmente negli ultimi 12 mesi. Il 2012, infatti, si chiude, stando a voci ufficiose, con un buco stellare da 5 milioni di euro.  Il doppio del 2011 che si era concluso con un meno 2,3 milioni. Ma il picco verso il basso è costante negli anni. Dal 2006 ad oggi la Fiera ha perso 17 milioni di euro. Le cause, per i revisori, parebbero essere addebitabili alle troppe spese, troppi super stipendi dei quadri dirigenti, e la scarsità dei ricavi incapaci di arrestare il fiume in piena dei debiti.

Schittulli, presidente della Provincia si è augurato che questo possa servire per “esaltare la gestione collegiale della Fiera. Le scelte strategiche non sono state mai condivise con lo stesso CdA, per questo sono state azzerate le deleghe”.

Il 24 il CdA tornerà a riunirsi ma ora bisognerà cercare il successore di Viesti che per Vendola deve avere “competenze specifiche di management fieristico. Lo stato di crisi della Fiera del Levante –  per Vendola –  sono anche oggettive perchè vengono da un contesto di crisi economica internazionale, tutto il sistema fieristico internazionale incontra l’onda d’urto della crisi”. Ma, conclude il governatore, “non siamo di fronte al default della Fiera”.