“Gli Agenti Penitenziari si ammalano di lavoro”

carcere di  Borgo S.Nicola

LECCE   –    Un fenomeno tanto triste quanto preoccupante si sta verificando nel carcere di  Lecce. Il carcere da numeri da capogiro, quello in cui i detenuti sono 1.200 a fronte di una capienza di 680 persone, si svuota di agenti di Polizia Penitenziaria.

In tantissimi si ammalano e finiscono al CMO, l’Ospedale militare, provati nel corpo o nello spirito, dal lavoro che ogni giorno svolgono al di quà delle sbarre.

Molti vengono messi in quiescienza, ad altri vengono affidate altre mansioni, perchè le patologie diagnosticate li rendono inabili al servizio di Polizia Penitenziaria. Le unità in servizio oggi nel carcere leccese di Borgo S.Nicola sono 600, ma stanno diminuendo sensibilmente. La denuncia arriva dall’OSAPP, il sindacato autonomo di Polizia Penitenziaria. E la situazione non può che peggiorare diventando insostenibile con l’arrivo dell’estate, perchè bisognerà organizzare i turni in base alle ferie dei colleghi.

Quella dell’agente di Polizia Penitenziaria, dal Commissario all’agente assistente, è una figura fondamentale: oltre a garantire l’ordine e la sicurezza in carcere, è anche un po’ psicologo e per questo deve essere lucido e presente a se stesso sempre, senza distrazioni. Le possibili soluzioni paventate dall’OSAPP sono due: “In primis l’amnistia, perchè – dice Damato – le carceri sono affollate di persone che devono scontare, per reati minori, 6 o 7 mesi di detenzione.

E poi – dice ancora – bisognerebbe introdurre innovazioni per migliorare la vita in carcere. E fa un esempio su tutti: se la struttura di borgo S. Nicola avesse dei pannelli solari, allora i detenuti potrebbero avere acqua fresca quando il caldo, torrido, è insopportabile”.