Ordigno in Afghanistan, ferito un militare salentino

Paolo Pascali

CAPRARICA (LE)   –   E’ di Caprarica di Lecce uno dei due militari italiani rimasti feriti in Afghanistan. È Paolo Pascali, 29 anni il prossimo 23 ottobre, Caporalmaggiore dell’82° Reggimento Fanteria ‘Torino’ di stanza a Barletta, reparto dell’Esercito che fa parte della Brigata corazzata ‘Pinerolo’.

La conferma che uno dei due soldati coinvolti nell’esplosione fosse salentino è arrivata in tarda mattinata, dopo le rassicurazioni date alle famiglie.

Pascali ha riportato ferite provocate dall’esplosione di una bomba al passaggio della sua pattuglia ed è attualmente ricoverato presso l’Ospedale militare da campo di Shindand. Fortunatamente, non è in pericolo di vita. Quanto prima verrà rimpatriato. Ma si è temuto il peggio, ancora una volta, per il Salento che ha ancora negli occhi le immagini dei tributi di Manuele Braj di Collepasso e di Luca Valente, di Miggiano, solo per citare gli ultimi.

L’attentato al nostro convoglio è avvenuto alle 9.30 locali, le 7.00 in Italia, nei pressi del villaggio di Awkalan, nella provincia occidentale, relativamente tranquilla, di Herat. I militari italiani erano impegnati in un’attività di presa di contatto con i leader del villaggio e di ricognizione dei bisogni della cittadinanza, quando un blindato Lince è stato investito dall’esplosione di un ordigno improvvisato.

Una dimostrazione di quanto sia ancora accidentato e insidioso il processo di ‘transizione’, il passaggio della sicurezza dalle forze Nato a quelle afghane. L’ultimo attentato ai militari italiani a Shindand risale al 17 gennaio, quando un ordigno rudimentale esplose al passaggio di un mezzo antimine ‘Buffalo’, provocando solo danni al veicolo. Successivamente – il 6 marzo – ma nella provincia di Farah, un’altra bomba aveva investito un ‘Lince’: due i soldati feriti in modo lieve.

Nel 2014 è prevista la fine della missione della Nato Isaf e il contingente italiano continuerà progressivamente il suo ritorno a casa.