Protesta Edipower, una scia di luce ai piedi della centrale

edipower

BRINDISI   –   Cala il sole sul mare di Brindisi, e accanto alle luci di Costa Morena si accendono le fiamme della speranza, simbolo di una solidarietà silenziosa, ma viva. E’ un tramonto dal sapore diverso per i dipendenti della ditta Sogesa, da 10 giorni in cima al nastro trasportatore della centrale Edipower, in segno di protesta.

A combattere, insieme a loro, c’è un pezzo di città che non si rassegna al declino occupazionale: un centinaio di volti illuminati da fiaccole che infondono coraggio.

Tra i protagonisti della manifestazione, i parenti dei 4 lavoratori sospesi ad alta quota: Arianna e Antonella, le mogli di Roberto De Nicola e Giancarlo Leone, raccontano quanto sia difficile andare avanti.

All’ingresso della centrale impugnano la torcia anche i lavoratori che hanno dovuto abbandonare la protesta per motivi di salute; ci sono gli operai della Termomeccanica e i sindacati che sostengono la battaglia dei 24 addetti alle pulizie dell’impianto Edipower, bluffati dal gruppo A2A, disposto a prorogare il contratto soltanto a 4 lavoratori.

Ai piedi del nastro parla anche il Sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, deluso dal comportamento della società elettrica e pronto a difendere fino alla fine gli interessi della sua città, proteggendola da ulteriori soprusi.

E così il buio spazza via un’altra giornata di protesta, ma da lassù i 4 uomini in tuta bianca continuano a sperare e prendono energia dalla luce di chi non li abbandona.