Clienti truffati per milioni di euro, in manette 2 promoters MPS

Cacciatore-Cavalera

LECCE  –   1 milione e 200.000 € intascati e poi finiti chissà dove e una 20ina di clienti truffati, a volte anche ridotti sul lastrico perche alla ex promoter del Monte dei Paschi di Siena Anna Cacciatore.

37enne di Gallipoli, avevano affidato anche i risparmi di una vita.

Oggi, a distanza di due anni dall’inizio dell’indagine, Squadra Mobile di Lecce e nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza hanno ammanettato la donna, riuscendo con non poca fatica a venire a capo del castello di carta che aveva messo su con la complicità del suo diretto superiore, Carlo Cavalera, responsabile del negozio finanziario banca personale di MPS a Casarano che gli inquirenti ritengono essere stato suo complice attivo nella maxi truffa.

A smascherarla il passo falso commesso l’ottobre del 2010, quando ormai con l’acqua alla gola, sobissata dalle richieste dei suoi stessi clienti, Anna Cacciatore decise di farla finita. Che sia stata una messa in scena o la reale volontà di uccidersi questo rimarrà un mistero. Fatto sta che da quel momento cominciarono le indagini che hanno portato oggi alle manette, del tutto inaspettate, hanno sottolineato il Procuratore Cataldo Motta e il PM Elsa Valeria Mignone.

La donna aveva parcheggiato la sua BMW sul lungomare di Manfredonia, l’aveva chiusa e si era gettata in acqua. La ritrovò la Polizia Stradale, mentre nelle acque di Manfredonia fu recuperata la donna, ancora viva. In ospedale raccontò di essere stata in mare per 10 ore. Le lettere d’addio indirizzate ai familiari e allo stesso Cavalera portarono gli inquirenti sulla strada giusta: il motivo del tentato suicidio andava ricercato nella sua attività professionale. Si era inceppato all’improvviso quel meccanismo che l’aveva portata per anni ad intascare centinaia di migliaia di euro: un grosso imprenditore di Gallipoli le aveva chiesto la restituzione di 200.000, e lei non sapeva proprio da dove prenderli.

Una sorta di metodo Madoff, una catena di S. Antonio che portava la Cacciatore ad accaparrarsi i clienti con l’attentante investimento in lucrosi prodotti finanziari che promuoveva con un indiscutibile biglietto da visita: i guadagni erano assicurati considerando l’alto tenore di vita che lei stessa conduceva: andava in giro in BMW e Mini Cooper, possedeva una barca e al polso aveva un rolex. Beni sequestrati e poi risultati essere in leasing.

I primi guadagni venivano liquidati con i soldi del cliente precedente, mentre il grosso degli assegni veniva dirottati sui loro conti. Cacciatore e Cavalera gestivano di fatto il giro di denaro: i clienti consegnavano loro con assegni il denaro investito, loro lo depositavano in conti correnti appositamente aperti, se qualcuno ne chiedeva la restituzione, prelevavano il denaro da altri conti ai quali, conoscendo le password, avevano facilmente accesso. Il tutto, è bene dirlo, all’insaputa dei vertici della banca, che in questa vicenda risulta vittima, anche perchè la cacciatore, allontanata dal 2007, esercitava la professione abusivamente.

L’accusa per entrambi è di truffa, appropriazione indebita, furto aggravato, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, e anche calunnia: all’inizio delle indagini la Cacciatore aveva raccontato di essere vittima della scu gallipolina e di aver agito sotto minaccia anche per contro dei Padovano, tirando in ballo personaggi di fatto estranei alla vicenda. Dei soldo intascati al momento non c’è traccia. I clienti truffati probilmente potranno riaverli solo a conclusione dell’intera vicenda giudiziaria.

 A cura di Mariella Costantini