Ospedale Tricase, continua la guerra dei rimborsi nuovo ricorso della Regione

sede REGIONE PUGLIA

TRICASE (LE)   –     Con la sentenza del Consiglio di Stato pareva terminata la guerra dei rimborsi tra la Regione Puglia e l’Ospedale ‘Panìco’ di Tricase. E, invece, no. Quegli 8 milioni di euro per la quota extratetto delle prestazioni effettuate nel 2008, l’ente di Lungomare Nazario Sauro, pare proprio non volerli concedere alla struttura ecclesiastica.

Tanto da presentare un nuovo ricorso al Consiglio di Stato.

La decisione è stata assunta nell’ultima seduta di riunta regionale. Questi i fatti.

La struttura è di proprietà della Chiesa, ma opera allo stesso modo delle strutture pubbliche. In buona sostanza per il cittadino, qualunque cosa venga effettuata nel ‘Panico’, è a carico del Sistema Sanitario Nazionale.

Ma l’equiparazione è totale per il paziente, ma non per la struttura. E ciò significa che il ‘Panico’ non può superare il tetto di spesa previsto dalla Regione per le strutture private. Questo in teoria, perchè nei fatti la soglia la si supera sempre. Nel 2008 tra ricoveri, prestazioni, diagnosi, e quant’altro la struttura ha sforato di 8 milioni di euro.

Lo scorso febbraio dopo un botta e risposta di ricorsi, la struttura di Tricase difesa dagli avvocati Ernesto Sticchi Damiani e Giulio Petruzzi vince il ricorso presentato al Consiglio di Stato e ottiene gli 8 milioni di euro pari alla quota di prestazioni effettuata oltre il tetto imposto dalla Regione.

Un mese dopo però la giunta decide di presentare nuovo ricorso. In realtà il tentativo è di non riconoscere l’extratetto nella parte relativa ai trapianti e protesi. Praticamente l’80% degli 8 milioni.

Ma proprio su quello si è espresso il Consiglio di Stato dando ragione al ‘Panìco’.

Il tentativo della Regione, secondo alcuni, parrebbe quello di prendere tempo e arrivare al pronunciamento da parte del Consiglio di Stato anche sul ricorso relativo ai rimborsi del 2009, 2010, 2011 e 2012 che in totale valgono 40 milioni di euro.

Se dovesse essere accolto anche il secondo ricorso, probabilmente la Regione tenterà una mediazione volta ad ottere uno ‘sconto’ sull’intera somma.

Il nodo dovrebbe essere sciolto, non più tardi di maggio.