Degrado al Cimitero, nuove denunce e l’impegno di Messuti

degrado al Cimitero di Lecce

LECCE  –   Degrado nel luogo di dolore, escrementi di volatili sulle lapidi e caduta di calcinacci. La denuncia è di una telespettatrice che ha scritto a dilloatelerama@gmail.com. Vi abbiamo mostrato le foto allegate all’e-mail e le parole, toccanti, della sua lettera.

“Ho perso mio padre da poco – scrive Roberta – e credetemi non sopporto di vedere quotidianamente i fiori sporchi di escrementi, vi prego di mettervi una mano sul cuore”.

Noi abbiamo interpellato l’Assessore ai Lavori pubblici del Comune di Lecce Gaetano Messuti. “Il problema c’è e va affrontato – dice -. Quella zona del Cimitero è stata realizzata negli anni ’60. E’ particolarmente esposta ai colombi, perchè priva di paraventi ed il fenomeno si è intensificato con la migrazione dei colombi dopo gli interventi di allontanamento dei volatili dal centro storico”.

La pulizia verrà effettuata immediatamente, ma ci sono interventi strutturali da effettuare che rientrano nello studio di fattibilità nel piano delle opere pubbliche e che prevedono la ristrutturazione generale della parte più datata del Camposanto.

E, intanto, arrivano altre denunce dopo il nostro servizio. Foto scattate all’interno della Cappella della Confraternita di S. Giuseppe patriarca. È una Cappella al piano interrato e ci sono infiltrazioni d’acqua che provengono dalla strada. Il danno è dovuto, come si legge in un resoconto dell’Architetto Parlangeli del 2001, a lavori di scavo eseguiti anni prima ed al manto stradale grossolano. Se a questo si aggiunge la mancanza di pendenza per far defluire le acque piovane, è presto spiegato questo triste spettacolo: l’acqua divora l’intonaco e si infiltra fino all’interno dei loculi.

E la documentazione che ci ha portato il Priore della Confraternita dimostra che questi problemi vengono periodicamente sottoposti all’attenzione dell’Amministrazione comunale da 12 anni. La prima richiesta di intervento risale al 2001.

Nel 2013 è ora di intervenire, perchè ogni tomba sia decorosa.