Depositi bancari: crescono le famiglie, crollano gli enti

Confartigianato Imprese Puglia

Salentini popolo di formiche. Le famiglie non spendono, crescono i risparmi e i depositi bancari. Profondo rosso, invece, per i depositi delle Pubbliche Amministrazioni. Sono i dati contenuti in un reportdi ConfArtigianato Imprese Puglia che certifica come i depositi bancari delle famiglie della regione superano i 51 miliardi di euro custoditi sotto forma di conti correnti, buoni fruttiferi, certificati di deposito, assegni bancari interni o depositi cauzionali costituiti da terzi.

La forte incertezza economica che caratterizza il preciso momento storico porta le famiglie a mettere al riparo i risparmi e a consumare di meno, molto di meno. Una scelta che ha forti ripercussioni sul tessuto economico locale. A spiegare meglio, il concetto ci ha pensato un grande economista britannico, Maynard Keynes,secondo il quale: “Ogni volta che si risparmiano scellini, si toglie ad un uomo il lavoro di una giornata”.

Questo paradosso riferito al risparmio spiega come una delle classiche virtù, il metter in fortino il denaro, può creare dei danni, poiché si ferma il circuito dei movimenti di spesa e acquisto. Ma andiamo ad analizzare i depositi nelle province salentine da gennaio 2012.

A Brindisi si registra l’incremento più basso di Puglia: appena il 2,3% (4,2 miliardi di euro), rappresenta l’8,2% del totale regionale. Lecce è salita del 3,2% (da 9 a 9,3 miliardi di euro). Equivale al 18,3% dei depositi regionali.

I risparmi a Taranto sono aumentati del 4,5% (6,4 miliardi a 6,7 miliardi). Rappresenta uno spicchio del 13,3% della torta pugliese. Ma se i depositi delle famiglie sono cresciuti, quelli delle Pubbliche Amministrazioni sembrano finiti in una spirale.

Nello stesso periodo preso in esame, ossia dal gennaio 2012 ad oggi, sono diminuiti del 39,7%, tradotto in monete da 1,6 miliardi a 964 milioni di euro. Una perdita che certifica lo stato di grave difficoltà vissuto dagli enti locali, nonostante la pressione fiscale a carico dei cittadini abbia raggiunto tetti altissimi. “L’incertezza economica – spiega il Presidente di ConfArtiginato Imprese Puglia Francesco Sgherza – spinge le famiglie a risparmiare. Occorrono scelte chiare a favore del rilancio dei consumi, altrimenti non si riuscirà ad innescare l’agognata ripresa della produttività e dell’economia reale. E’ necessaria, conclude, la riduzione della pressione fiscale sulle imprese e sui lavoratori, che ha franato, soprattutto a livello psicologico, i consumi”.