Ecodisastro a Cavallino? La Procura indaga, ascoltati i Sindaci

CAVALLINO  - DISCARICA FOTO  FABIO SERINO

LECCE  –  Le indagini, condotte nel più stretto riserbo dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri di Lecce, sono in corso ormai da molti mesi e comprendono analisi dell’aria e dell’acqua e ascolto di persone informate sui fatti, compresi gli Amministratori di Cavallino, San Donato e San Cesario.

L’ipotesi di reato sulla quale la Procura di Lecce sta indagando e ha aperto un fascicolo, al momento contro ignoti, è di quelle toste: disastro ambientale.

Un’ipotesi tutta da verificare e che, va detto, al momento non sembra confortata dalle prime risultanze investigative. Ecco perchè il titolare del fascicolo, il Sostituto Procuratore Antonio Negro, ci sta andando con i piedi di piombo: tutto nasce da una serie di esposti presentanti sulle puzze provenienti dalla discarica di Cavallino.

Quelli più antichi, presentati dal Comune di San Donato e quelli più recenti, presentati dall’Amministrazione di San Cesario, oltre a quelli di singoli cittadini che raccontano di condizioni invivibili, atmosfera irrespirabile, finestre serrate per non far entrare in casa gli odori nauseabondi della discarica. I nuovi impianti dei rifiuti  – compreso biostabilizzatore e impianto CDR – che dovevano risolvere i problemi dei cattivi odori non solo non li hanno risolti ma, addirittura, li avrebbero moltiplicati.

Le indagini del NOE, però, si sono mosse su una pista più scientifica: nei giorni scorsi l’arpa ha consegnato i risultati delle analisi effettuate sulle acque prelevate tra Le Mate e Masseria Guarini. Nonchè i rilievi sui radielli, ovvero quei filtri che servono a verificare il grado di emissioni odorigene in un’area, in questo caso quella delle località in cui hanno sede le discariche di Cavallino, la vecchia e la nuova. In entrambi i casi il risultato delle analisi è negativo: non ci sarebbero cioè puzze in atmosfera né inquinanti nelle acque tali da giustificare un allarme, nè tantomeno da concretizzare dei reati.

Almeno per ora, almeno nel periodo – tra l’autunno e l’inverno – nel quale le indagini e le analisi si sono svolte. Perchè d’altronde è questo che hanno sottolineato al NOE gli Amministratori di Cavallino, San Donato e San Cesario: gli uomini agli ordini del Capitano Nicola Candido, infatti, hanno ascoltato nella settimana che va tra il 18 e il 23 marzo il Sindaco di Cavallino Michele  Lombardi, il Sindaco di San Donato Ezio Conte e il Vicesindaco di San Cesario Giovanni Rollo, quest’ultimo in assenza del Sindaco Andrea Romano, impegnato a Bari al momento della comparsa dei  Carabinieri in Municipio.

Tutti e tre gli Amministratori hanno in sostanza detto che negli ultimi mesi i problemi di emissioni odorigene nauseabonde erano scomparsi, ma che la storia degli ultimi anni insegnava che le puzze, scompaiono ciclicamente in inverno per ripresentarsi in estate, quando il caldo da un lato e la maggiore presenza di frazione umida nei rifiuti porta ad un’impennata dei cattivi odori. Anche per questo sembra sicuro che le indagini delegate al NOE dal PM Negro proseguiranno a lungo, anche nel pieno della bella stagione per verificare se quell’ipotesi di reato così tosta – disastro ambientale – per le discariche di Cavallino possa essere verificata oppure archiviata.

Commenti

  1. Marco T scrive:

    solo un appunto: una pista, come qualsiasi altra cosa, non può essere più (o meno) scientifica. O lo è o non lo è, a seconda che usi o meno il metodo scientifico!

  2. era ora che qualcuno si svegliasse. Da molti anni odori nauseabondi hanno invaso i paesi limitrofi togliendo ai poveri cittadini l’aria da respirare. bravo il PM che segue l’indagine sperando che la stessa non venga archiviata frettolosamente, perche è strano che in concomitanza con i controlli non si sia avvertita la solita puzza.