Via Capruzzi: nuova giunta in Aula, scelti i ‘grandi elettori’

Quirinale

BARI   –    Nessuna dimissione prima dell’elezione del presidente della Repubblica.  Gli 11 incompatibili del Consiglio  regionale eletti da meno di un mese anche in Parlamento, sono dello stesso avviso.  Vendola compreso. Lasceranno lo scranno di via Capruzzi tutti insieme, e non prima di due settimane.

“Una situazione sgradevole”, per il presidente Vendola che va rimossa quanto prima.  Ma tra gli scranni di via Capruzzi nella prima seduta del dopo rimpasto, degli 11 se ne sono visti solo 3. Decaro, Pelillo e Palese. Il resto ha latitato. I senatori, si è detto, sono giustificati perchè impegnati a Roma. Ma proprio per questo è necessaria una scelta.

La seduta del Consiglio è servita al governatore per presentare la sua nuova squadra di governo.  “Da combattimento”, ha ripetuto ancora  e “non un trucco di scena”.  Ma questa seconda fase della legislatura comincia male. Tra la stretta del patto di stabilità che causerà il corto circuito definitivo, ha spiegato il presidente, e il decreto del governo per colmare i debiti della Pubblica Amministrazione che per la Puglia si tradurrà in una condanna a morte. “Sbloccate i fondi della cassa integrazione in deroga”, ha detto ai consiglieri parlamentari, annunciando che nella prossima conferenza Stato-Regioni i presidenti restituiranno la delega al governo “perchè finisca il gioco del cerino acceso”.

Vendola ha parlato di sanità – mano dura della Regione nei confronti di direttori generali e operatori negligenti – di rifiuti – presto il nuovo piano. Poi un esame sulla situazione politica generale. “Il centrosinistra ha subìto una sconfitta seria”, il berlusconismo è stato sottovalutato e considerato finito troppo presto, e Grillo è quello che ha parlato meno mediaticamente e ha conquistato di più.

Quanto ai nuovi ingressi: Di Gioia – Bilancio – è un esempio per come si milita in Consiglio. Nardoni per il suo impegno importante per Taranto e Caroli – al Lavoro – per quanto si è adoperato nella task force.

Le dichiarazioni programmatiche non hanno soddisfatto le opposizioni. Nè il leader del centrodestra Rocco Palese secondo il quale è stata una dichiarazione di fallimento identica al 2005 e al 2010, e nà il presidente dell’UDC che pur annunciando opposizione responsabile ha parlato di un allargamento della maggioranza ‘ad personam’.

Prima della discussione, l’Aula ha scelto i tre rappresentanti pugliesi che parteciperanno, con i parlamentari, all’elezione del Capo dello Stato a partire dal prossimo 18 aprile. Saranno il presidente del Consiglio Onofrio Introna  e i due vicepresidenti Nino Marmo e il salentino Antonio Maniglio.

Passano due provvedimenti – richiesta di rinvio della TARES e modifica alla legge sugli ulivi monumentali – e poi a chiudere la seduta ancora Vendola che ha rigettato le accuse di assenza dalla Puglia. “Ho chiesto solo 14 congedi su 78 sedute” e poi il al suo antagonista “leale” Palese che “ci mancherà per il suo stile e la sua competenza”..