Mega fotovoltaico a Cellino, il TAR boccia Regione e ARPA

parco fotovoltaico

CELLINO S.MARCO (BR)  –  Mega impianto fotovoltaico a Cellino S.Marco: il TAR di Lecce dà ragione alla Wind che l’aveva progettato, e boccia sonoramente la Regione Puglia che si sarebbe affidata a una specie di supplenza controlegge, quella dell’ARPA.

È una sentenza senza precedenti, quella emessa dalla I Sezione del TAR di Lecce, presieduta da Antonio Cavallari perchè è la prima volta che un TAR mette in discussione l’autorità dell’ARPA in materia di fotovoltaico.

E in qualche modo risuona nella sentenza quella sorta di botta e risposta sulle energie rinnovabili a cui si è assistito durante l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario del TAR, quando lo stesso Cavallari parlò di ‘labirinto normativo’ e l’Assessore al ramo, Loredana Capone, spiegò le ragioni della Regione. Ma veniamo al punto: la Regione Puglia aveva bocciato un progetto della R.E Wind su un impianto fotovoltaico da oltre 6 megawatt e mezzo collocato a Cellino S.Marco, in un’area che già oggi è a densissima concentrazione di impianti solari.

Ed era stata proprio questa la motivazione della Regione, al momento dell’autorizzazione unica: la Wind non aveva studiato l’impatto complessivo che quell’impianto – sommato agli altri – avrebbe provocato sul territorio. Ma la Wind era insorta, affermando – in pratica – che non c’erano linee guida della Regione Puglia per studiare gli impatti, ma solo dei criteri dell’ARPA, che però non era l’ente istituzionale.

Una tesi a cui il TAR ha dato ragione, definendo l’ARPA un organo consultivo e sottolineando che la Regione aveva il potere, ma anche il dovere, di emettere suoi criteri e non di adattarsi a quelli dettati da un’autorità diversa. Il risultato della sentenza è doppio: da un lato, il TAR ha annullato l’atto con il quale la Regione Puglia negava alla Wind l’autorizzazione a costruire il mega impianto fotovoltaico.

Ma dall’altro lato c’è una conseguenza più ampia: di fatto il TAR di Lecce ha bocciato la politica della Regione in tema di autorizzazioni fotovoltaiche, aprendo la porta ai ricorsi di tutte quelle ditte che si sono viste respingere i progetti in base ad un parere dell’ente guidato da Giorgio Assennato. Un potenziale ‘vaso di Pandora’, pronto ad esplodere, e sul quale – c’è da scommettersi – si assisterà ad un secondo round davanti ai supremi Tribunali Amministrativi romani.