Caso marò, l’India chiede nuove indagini

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TARANTO   –   Caso marò, il governo indiano sarebbe intenzionato a chiedere nuove indagini sulla vicenda. Indagini che sarebbero portate avanti dall’agenzia nazionale di investigazione. La notizia è stata riportata in mattinata dal quotidiano ‘Hindustan Times’, che sostiene come dopo una consultazione fra i Ministeri dell’Interno e della Giustizia è stata presa una decisione per la presentazione di una petizione  alla Corte Suprema al fine di ribadire il concetto che l’India ha giurisdizione per entrare nel merito di questo caso.

In particolare, i due Ministeri “intendono provare che le leggi indiane sulla sicurezza marittima e sulle acque territoriali non entrano in conflitto con nessuno dei trattati o convenzioni delle Nazioni Unite”. E per questo i due Ministeri ritengono come “la legge indiana sulla sicurezza della navigazione marittima approvata dal Parlamento nel 2002 conferisce all’India piena giurisdizione nella vicenda”. Nella nota che verrà sottoposta alla Corte Suprema si propone quindi che “il caso sia trasferito alla NIA che potrà realizzare ulteriori indagini come potrebbe essere necessario, per presentarne i risultati ed i capi di imputazione davanti alla Corte designata”. 

Infine, il Ministero dell’Interno ribadisce che la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto marittimo citata dalla Corte Suprema non si applica in questo caso perchè si riferisce alla pirateria in alto mare, mentre in questo caso la sparatoria è avvenuta entro 20,4 miglia nautiche, ossia all’interno della zona delle acque contigue dell’India.

Proseguono frenetiche, intanto, le trattative tra Italia e India. “Sul caso dei marò – sottolinea l’Ambasciatore italiano in India, Daniele Mancini – ci stiamo battendo” affinchè la Corte Speciale indiana possa emettere presto il proprio giudizio. Secondo Mancini “è interesse di tutte le componenti del governo indiano di fare in modo che questo accada, per un giudizio non soltanto equo, come riteniamo che sarà, ma anche rapido”.