Le ‘Mamme’ sgridano il Consiglio: “Subito un’indagine epidemiologica”

mamme 'NO al Carbone'

BRINDISI   –    “Chiediamo immediatamente una inversione di rotta e che venga convocato al più presto un Consiglio comunale in cui Sindaco, Giunta e Consiglieri invece di litigare vergognosamente tra loro, affrontino finalmente la correlazione tra ambiente e salute, finanzino l’indagine epidemiologica e progettino come affrontare il disastro ambientale di cui la nostra città è vittima”.

A chiederlo, sono le ‘Mamme del No al Carbone’ che, ancora una volta, chiedano al Sindaco e alla politica brindisina un’indagine epidemiologica: la stessa su cui le attiviste avevano prima raccolto e poi consegnato lo scorso luglio a Consales, ben 10.220 firme.

La richiesta delle mamme, era quella che venisse chiarita una volta per tutte la relazione tra l’emergenza ambientale ed i dati sanitari emersi da alcuni studi epidemiologici sulla salute dei bambini di Brindisi. Il Sindaco, all’epoca, promise nel mese di marzo, e quindi prima della scadenza del 30 di giugno, termini entro cui scadrà la finanziabilità dell’indagine “un confronto aperto con la città, un lavoro aperto anche all’interno dei singoli partiti, delle singole forza politiche” . I risultati, però, con marzo ormai finito, tardano ad arrivare.

E così, le mamme, si sono recate all’ultimo Consiglio comunale. Lì, oltre ad assistere ai litigi e alle beghe della politica, si legge in una nota: “Abbiamo amaramente constatato che molti Consiglieri da noi fermati NON conoscevano neanche di cosa stessimo parlando, quali fossero le nostre rivendicazioni ignoravano che i termini per finanziare l’indagine epidemiologica per l’anno prossimo scadono improrogabilmente il 30 giugno e persino che ci fosse stato un tavolo tecnico convocato dal Sindaco, dal Presidente del Consiglio Comunale e dal consigliere Salvatore Brigante la cui relazione finale dava concretezza scientifica alle paure di noi madri scrivendo, nero su bianco, che non si può continuare a vivere in un sito gravemente inquinato e che – chiudono le attiviste – bisogna correre ai ripari”.

Da qui la richiesta. Subito un inversione di rotta, chiedono le mamme. E noi, da bravi figli, siamo con loro.