Sigilli alla Iris Sud, 100 operai a casa

GUARDIA DI FINANZA

CASARANO (LE)  –   Sequestro senza facoltà d’uso alla Iris Sud: tradotto dal linguaggio legale significa sigilli ai macchinari. E, almeno nel caso della Iris Sud, significa che nelle scorse ore sono stati rimandati a casa i circa 100 operai in forze alla fabbrica, una delle pochissime a Casarano e in generale nel TAC salentino a non avere dipendenti in cassa integrazione.

La Iris fu una delle aziende della Riviera del Brenta, il distretto calzaturiero veneto, che sbarcarono nel sud Salento ai primi degli anni 2.000, salutati come i salvatori del tessile-abbigliamento-calzaturiero locale.

Un’azienda che strinse un’alleanza forte con la Filanto, soprattutto, tanto che uno dei manager dell’azienda casaranese Michele Zonno – quando lasciò il calzaturificio di Antonio Filograna entrò a far parte del management dell’impresa veneta. Ancora oggi la produzione della Iris che a Casarano aveva gemmato un’impresa chiamata Iris Sud, centrata su calzature di alta gamma destinato all’esportazione nei paesi occidentali dava lavoro a circa 100 dipendenti tra operai, modellisti e impiegati.

Che oggi hanno trovato la Finanza di Bari che apponeva i sigilli ai macchinari, in esecuzione del provvedimento di sequestro definito dalla Procura di Lecce, anche sulla base di una serie di addebiti come una insufficiente solidità finanziaria  – tecnicamente si chiama bancabilità – dell’azienda, uno dei requisiti per godere poi delle agevolazioni PIA. PIA, ovvero Pacchetti Integrati di Agevolazione, una delle tante misure poi rientrate nel PIT 9, il Progetto Integrato Territorale di sostegno al TAC, sul quale pure ci sono indagini in corso. Va detto però che i pia furono a regia regionale e non della cabina di regia che aveva sede a Casarano.

Oltre al sequestro, nelle scorse ore sono arrivati gli avvisi di garanzia anche ai vari amministratori della Iris Sud srl, da quello attuale Giuseppe Baiardo, fino al primissimo – noto commercialista casaranese, già Vicesindaco e oggi Consigliere provinciale del Partito DemocraticoGabriele Caputo. “Ho la coscienza a posto, questa notizia giunge come un fulmine a ciel sereno“: così Gabriele Caputo, Consigliere provinciale del PD e indagato nella sua qualità di Amministratore della Iris Sud tra il 2002 e l’aprile 2003.

“Tutto possiamo dire della Iris tranne che sia una gemmazione di aziende locali – dice Caputo – naturalmente esprimo fiducia nell’operato della Magistratura, ma va detto che i frutti di quell’operazione sono ancora sul territorio”. Nessun commento, invece, almeno per ora nè da Baiardo, nè dal Presidente del CdA Filanto Antonio Filograna Sergio.