Maxi sequestro Filanto: 10 milioni e mezzo sotto chiave

Filanto - Casarano

CASARANO (LE)  –    Sigilli all’impero della Filanto spa: sequestrati 10 milioni e mezzo di euro tra liquidi  – 60 conti correnti, depositi, libretti e altri titoli in giro per l’Italia, per un totale di un milione e mezzo di euro – ma anche immobili – i grandi stabilimenti nella zona industriale di Casarano che furono le cattedrali del TAC – e, ovviamente, i macchinari al loro interno.

Questo è il frutto dell’operazione del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Bari: un’operazione imponente, se è vero che il Comando provinciale del capoluogo pugliese ha sguinzagliato qualcosa come 60 uomini in giro per tutta Italia alla ricerca di rapporti bancari: tutti sequestrati, com’è avvenuto anche agli opifici e ai macchinari, senza facoltà d’uso con la conseguenza che sono stati accompagnati fuori dalla fabbrica circa 100 dipendenti della Iris Sud, l’unica impresa ancora in funzione mentre Filanto spa, Tecnosuole spa, Tomaificio Zodiaco srl e Italiana Pellami srl sono in concordato preventivo.

In sostanza, qual’è l’accusa dell’inchiesta, denominata ‘Old Machine’?

Tutto parte dall’indagine avviata nel 2009 dal Sostituto Procuratore di Lecce Imerio Tramis, poi ereditata dal collega Antonio Negro, che ha ipotizzato a vario titolo le accuse di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e truffa aggravata in danno dell’INPS, nei confronti di 7 indagati, tra cui l’attuale Presidente della Filanto, Antonio Filograna Sergio  – figlio adottivo dell’ormai defunto Patron, Antonio Filograna – e il Consigliere provinciale Gabriele Caputo.

Cosa sarebbe successo, stando alle accuse?

Nel 2002 circa, 4 milioni e mezzo di euro di fondi europei stanziati tramite i PIA andarono dalla Regione al Consorzio Produttori salentini calzature di Casarano. Questi PIA, Pacchetti Integrati di Agevolazione, però, erano riservati alle piccole e medie imprese, con caratteristiche che quindi il colosso Filanto spa non avrebbe avuto: di qui l’operazione finita nel mirino della Finanza di Bari e della Procura di Lecce.

In sostanza, la Filanto si sarebbe frazionata in diversi rami d’azienda – il cosiddetto clusterche quindi avrebbero avuto le caratteristiche per accedere ai finanziamenti da un lato e dall’alto per godere degli sgravi contributivi: particolarmente significativi questi ultimi, visto che parliamo di circa 6 milioni di euro risparmiati dalle aziende del cluster che avevano riassunto 400 operai espulsi dalla casa–madre.

Insomma, sempre stando alle accuse e a questa fase delle indagini, la Filanto si sarebbe fatta artificiosamente in cinque, godendo degli aiuti riservati alle nuove imprese ma in realtà ricollocando i suoi stessi operai e utilizzando i suoi stessi macchinari. Da quest’ultimo aspetto il titolo dell’operazione, old machine, ovvero vecchio macchinario. Macchinari che ora sono stati sottoposti a sequestro insieme agli opifici, a partire dal più grande, la storica sede della filanto spa, il cui valore è stimato in 4 milioni e mezzo di euro. Anch’esso sequestrato insieme agli altri edifici, i macchinari al loro interno e il milione e mezzo di euro in liquidi. Oltre ad antonio filograna sergio come legale rappresentante della filanto, gli altri indagati che compaiono nel decreto di sequestro per equivalente, firmato dal giudice delle indagini preliminari Antonia martalò, sono: maria antonietta filograna, uno dei legali rappresentanti del consorzio; anna lupo, legale rappresentante del tomaificio zodiaco; Antonia Montedoro, legale rappresentante italiana pellami;e i legali rappresentanti che si sono succeduti alla iris sud: Giuseppe baiardo, silvia perico, oltre al consigliere Caputo, tutti assistiti dagli avvocati pasquale e giuseppe corleto e domenico finiguerra. Alle aziende è stata anche applicata una misura cautelare interdittiva dell’esclusione delle stesse da agevolazioni e finanziamenti per un anno. Non è stato invece necessario arrivare al sequestro dei beni personali degli indagati: significa in soldoni che né l’albergo di gallipoli né la grande villa di famiglia verranno toccati.