Della Corte, anche il Riesame nega la libertà al Sindaco che si dimette

Vincenzo Della Corte

BRINDISI   –   “Al fine di difendersi con la maggiore serenità possibile, il Dottor Vincenzo Della Corte farà protocollare domani mattina le sue dimissioni dalla carica di Sindaco”. A dichiararlo è Antonio Andrisano, legale del primo cittadino, a margine della notizia sul rigetto da parte del Riesame dell’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa. Il Comune di Francavilla Fontana sarà, quindi, commissariato fino alle prossime elezioni. 

Vincenzo Della Corte insieme al fratello Luciano, indagati per truffa aggravata in concorso ai danni del Sistema Sanitario Nazionale, hanno cercato di far valere le loro ragioni, ma senza successo. Secondo la difesa, questa la tesi su cui verteva l’istanza di scarcerazione, non sussistono le esigenze della misura cautelare addotte prima dal Pubblico Ministero Valeria Farina Valaori, presente all’udienza, e poi dal GIP Maurizio Saso che, oltre a firmare l’ordinanza di custodia cautelare, ha anche rigettato la richiesta di scarcerazione a margine dell’interrogatorio di garanzia.

La Procura di Brindisi, ha sempre motivato la misura costrittiva con il rischio concreto di inquinamento delle prove. E cioè, che i Della Corte, agli arresti domiciliari dallo scorso 14 marzo, potessero, in qualche modo, mettere i bastoni tra le ruote alle indagini degli inquirenti, ancora al lavoro con le ricette e le testimonianza dei pazienti di Luciano.

Secondo quanto ipotizzato in primis da un servizio televisivo mandato in onda la scorsa primavera da ‘Striscia la Notizia’, il Sindaco visitava e ricettava i pazienti del fratello, pur non essendo legittimato a farlo, mentre lo stesso svolgeva attività odontoiatrica nella stanza affianco. Tale tesi ha quindi trovato riscontro nelle indagini avviate dalla Procura di Brindisi che ha letteralmente scoperchiato un vero e proprio ‘vaso di Pandora’, raccogliendo miglia di ricette, confrontando le firme in calce, ascoltando, soprattutto, i pazienti convenzionati con lo studio medico ubicato nella centralissima via Baracca.

Secondo la Procura, su 7.111 ricette mediche acquisite presso la ASL di Brindisi, solo 3.687 recano la firma, regolare, del medico convenzionato, ovvero Luciano. E se 149 ricette riportano, invece, una firma incerta, le restanti 3.275 recano il timbro di medico convenzionato e la firma apocrifa di Luciano apposta, irregolarmente, dal Sindaco medico.

Di più, 14 degli oltre 40 pazienti ascoltati dagli inquirenti, rischierebbero a loro volta di essere accusati per favoreggiamento.

Il Tribunale del Riesame ha sostanzialmente confermato l’imponente apparato accusatorio messo in piedi dagli inquirenti brindisini, confermando quindi la misura cautelare. La notizia è trapelata da ambienti giornalistici. Pertanto, l’ufficialità arriverà solo nella giornata di mercoledì, quando ai fratelli Della Corte e ai loro legali sarà notificato il dispositivo.