Il PD chiama Maritati, lui chiude: “Partito non rifondabile”

Alberto Maritati

LECCE    –    Alberto Maritati non è disponibile a traghettare il PD leccese verso il Congresso di giugno. Dopo Antonio Maniglio, anche lui, dunque, declina l’invito. “Ci sarebbe solo una via per la quale dare la mia disponibilità: mettere il partito su una nuova strada. Ma al momento non ci sono le condizioni”,  ha detto.

“Le proposte sono arrivate da più persone nei giorni scorsi”, ammette l’ex Senatore.

Che, tuttavia, ha già espresso la sua posizione attraverso una lettera inviata ai maggiorenti del partito.

Il suo nome è circolato anche stasera durante l’Assemblea provinciale, convocata al Tiziano, a Lecce. Assemblea che, tra l’altro ha votato un documento in virtù del quale si dà mandato di formulare una proposta di reggenza proprio a lui, in qualità di Presidente della Commissione Garanzia, oltre che al Presidente del consesso, Cosimo Durante – che ha ritirato le dimissioni – sentito il Segretario regionale.

Per il resto, vale a dire per il ruolo di garante fino a giugno, però, Maritati è chiaro: “Non sono affatto disponibile a traghettare ciò che resta immutato.– ha spiegato -. Dopo la sconfitta gravissima alle amministrative di lecce, lanciai un allarme rimasto inascoltato. non ci sono le condizioni perchè il PD sia rifondato, perchè nessuno vuole sotterrare le asce di guerra. A questo punto, non serve che io traghetti i democratici ad un Congresso che è fra tre mesi e al quale tutti arrivano l’uno contro l’altro armati”.