Piconese si candida Segretario: “Sfido Rampino per cambiare il PD”

Salvatore Piconese

LECCE  –   Un passo avanti per Salvatore Piconese, un passo indietro per Antonio Maniglio: importanti novità in casa del PD leccese, impegnato ad analizzare il voto non positivo delle ultime politiche e a trovare un equilibrio dopo le dimissioni del Segretario provinciale uscente, Salvatore Capone, nel frattempo eletto alla Camera dei Deputati e, quindi, incompatibile con la carica di vertice provinciale del partito.

Domani l’assemblea provinciale continuerà l’analisi del voto e con tutta probabilità respingerà le dimissioni di Cosimo Durante da Presidente provinciale.

Ma il dibattito riguarda soprattutto la figura del prossimo Segretario: il Consigliere provinciale e Sindaco di Uggiano La Chiesa, Salvatore Piconese, ufficializza la sua disponibilità alla candidatura. “Con l’intenzione – spiega – di rinnovare radicalmente i metodi e i contenuti espressi dalla Segreteria uscente e anche in rappresentanza di un’area geografica – il sud Salento – troppo trascurata negli ultimi anni. Ma non sono l’espressione dell’asse Loredana CaponeErnesto Abaterusso – aggiunge Piconese – perchè penso che l’esperienza serva ma occorre anche il rinnovamento generazionale, esercitato con riflessione non come tensione verso al nuovismo ad ogni costo. Per questo mi misurerà con Alfonso Rampino, che presumo sarà sicuramente il candidato espressione della segreteria uscente: con lui c’è stima – aggiunge Piconese – ma anche differenze politiche nel modo di pensare la politica e il partito: sarà una bella sfida!”, conclude Piconese.

Se il Sindaco di Uggiano fa un passo avanti ufficializzando la sua disponibilità alla candidatura a Segretario provinciale, il Vicepresidente del Consiglio regionale Antonio Maniglio fa un passo indietro, ribadendo a chiare lettere la sua indisponibilità a traghettare il PD fino al nuovo Congresso. “Non sarò il garante del PD in provincia di Lecce – afferma -. Nessuno me l’ha chiesto, ma se qualcuno me lo proponesse la mia risposta sarà un cortese ma netto “NO, grazie”. Ho detto in più occasioni di aver chiuso con gli incarichi di primo piano nel partito e con tutte le candidature, anche quella a Sindaco della mia città”.

Chiarito questo, Maniglio non si sottrae a una impietosa analisi del voto: “I risultati elettorali di questi anni portano tutti il segno meno, nel governo dei comuni abbiamo subito una forte contrazione, c’è un serio sfilacciamento organizzativo diffuso sul territorio che nasce da divisioni e da scelte politiche sbagliate. Ma ciò che è più grave è la reazione a questo declino. Chi ha diretto il partito in questi anni ha preferito galleggiare, negando anche l’evidenza delle ripetute sconfitte – dice Maniglio -. Mi auguro che la scelta di chi dovrà guidare il partito fino al congresso tenga conto di questo quadro. Il rinnovamento che auspico non è solo, quindi, un fatto generazionale. Ci sono in giro, anche nel PD salentino, tanti “giovani-vecchi” che hanno scelto la strada del conformismo e della fedeltà al capobastone”.

Per parte sua Maniglio, invece, conferma la sua intenzione di uscire di scena “per scelta consapevole e non perchè costretto: è quello che farò al termine della legislatura regionale”, conclude.