Confisca milionaria, sigilli anche ad un Castello

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LECCE   –   Con l’ultima operazione della DIA di Lecce, il super patrimonio di Santo Paglialunga, uomo d’affari d’Aradeo, già denunciato per usura aggravata e continuata, passa definitivamente allo Stato. 8 milioni di euro, fra agenzie finanziarie, società, terreni, un kartodromo, immobili, conti correnti bancari, e addirittura un castello, sono stati definitivamente confiscati.

Il provvedimento è stato emesso dalla Corte d’Appello di Lecce.

Il sequestro preventivo era stato operato 2 anni e mezzo fa circa. Contestualmente Paglialunga fu denunciato a piede libero, insieme ad una socia, ed il processo è ancora in fase di dibattimento.

Si chiude così una vicenda venuta alla luce grazie alla denuncia delle vittime, di una, in particolare, un commerciante di carni che ormai ridotto alla miseria, si rivolse alle forze dell’ordine.

Non solo. Ad inchiodare Paglialunga, anche alcune prove raccolte dallo stesso commerciante, come per esempio gli assegni, con le cifre ritoccate, appositamente fotocopiati e conservati. C’erano anche i suoi, fra i 213 titoli sequestrati dalla DIA per un valore complessivo di 787.000 €.

Sequestrati, inoltre, 570 contratti di mutuo, ancora in bianco, ma con la fima, in calce del debitore. Anche questo un escamotage, secondo gli investigatori, per poter camuffare le cifre dei prestiti, facendoli passare per legali. In realtà le cifre del prestito reale sarebbero state maggiorate successivamente.

Dopo la prima denuncia ne sono piovute altre. Il lavoro della DIA si è così concentrato sui movimenti economici di Paglialunga, Presidente e Amministratore dell’‘Aradeo spa’, una finanziaria attraverso la quale avrebbe erogato prestiti con un tasso usurario pari al 50-60% annuo.

Eppure, sempre stando alle indagini, in 11 anni avrebbe dichiarato un reddito da 150.000 €, a fronte degli 8 milioni accertati dagli inquirenti. I beni, come gli immobili, i terreni, le agenzie, il Castello Lazzari, a Cutrofiano ed il kartodromo, a Galatina, erano intestati alla moglie e ai figli. Anche il fratello avrebbe fatto da prestanome. Intestato a lui un appartamento che, però, era nella disponibilità di Santo Paglialunga.