Rifiuti a Corigliano e Poggiardo, si riapre la discussione

Discarica Corigliano d'Otranto

CORIGLIANO D’OTRANTO (LE)    –    Si riaprono i giochi delle autorizzazioni per gli impianti dei rifiuti dell’ATO Lecce 2, ovvero il biostabilizzatore di Poggiardo e la discarica di Corigliano: nonostante i lavori di quest’ultima siano fermi ormai da un mese, in attesa di capire se il liquido ritrovato nella nuova area sia percolato proveniente dalla vecchia, si è aperta ieri a Bari la Conferenza dei servizi per rilasciare l’Autorizzazione Integrata Ambientale ai due impianti.

E quindi, riaprendosi le procedure, si riaprono anche i giochi delle autorizzazioni e delle modifiche sui progetti: finora, infatti, tutti i nuovi impianti erano nelle mani del Commissario delegato all’emergenza: una firma di Vendola, cioè, bastava a superare pareri, visti, osservazioni, prescrizioni, dubbi e resistenze dei territori.

Ora, si torna alle Conferenze dei servizi e i Comuni già si fiondano nelle maglie delle procedure richiedendo la partecipazione dei cittadini.

E già apre le danze, il Comune di Corigliano d’Otranto. Prima richiesta: un nuovo studio idrogeologico, dopo quello realizzato a suo tempo per autorizzare la discarica sulla falda. Uno studio che però all’epoca fu commissionato dalla Regione Puglia ma effettuato a cura della Cogeam, cioè della ditta che aveva vinto l’appalto e aveva tutto l’interesse ad avviare i lavori.

Ora, quello che Corigliano chiede è uno studio da parte di soggetti terzi, scientificamente qualificati e indipendenti rispetto alle aziende private, per calcolare il rischio che corre la falda idrica di Corigliano, dalla quale l’Acquedotto Pugliese attinge l’acqua che sgorga da due terzi dei rubinetti della provincia di Lecce.

Nel frattempo, auspicherei  che il Consiglio regionale si adoperasse per approvare  quell’atteso ‘Piano dei rifiuti’ che la nostra Regione meriterebbe di avere, senza divagare in demagogie politiche puramente strumentali.

Come a dire: “A buon intenditor, poche parole”.