Greco e Marino scomparsi, ci sono 3 indagati

Luca Greco - Massimiliano Marino

LECCE  –   Si orientano nel brindisino le indagini sulla misteriosa scomparsa di Luca Greco e Massimiliano Marino, di Campi e San Donaci, mentre si fa sempre più strada l’ipotesi della lupara bianca.

Una pista concreta dal momento che, nelle ultime ore, tre persone sono finite nel registro degli indagati, tre nomi di spessore, noti alle cronache, per i quali l’accusa è di favoreggiamento aggravato dalle modalità mafiose: un omicidio con occultamento di cadaveri.

A finire indagati Luciano Liuzzi, 35enne brindisino ma residente a Squinzano, Giovina Vitale, 42enne di Cellino S.Marco e Alessandra Bruni, 22 di Squinzano.

La svolta è arrivata dall’esame dall’analisi delle celle telefoniche che in questi giorni i Carabinieri del nucleo investigativo al comando del Capitano Biagio Marro stanno sezionando e analizzando. Qualche ora prima della scomparsa, c’è stato un segnale preciso: dal cellulare di Alessandra Bruni è stato inviato un sms al cellulare di Massimiliano Marino, uno dei due scomparsi.

Cosa ci fosse scritto naturalmente non è dato saperlo. Il telefono di Marino è scomparso insieme a lui, quello della Bruni è finito sotto sequestro ed ora toccherà ad un consulente nominato dalla Procura esaminarlo. Difficile che l’sms sia ancora lì, ma il suo contenuto è sicuramente recuperabile e sarebbe una traccia importante. Potrebbe indicare, ad esempio, il luogo e l’ora di un appuntamento.

Alessandra Bruni, incensurata, è la convivente di Marino Manca, l’uomo che lo scorso 8 settembre era in casa di Luca Greco (un omonimo dello scomparso) quando questo fu ferito nella sua villa di Squinzano e che sfuggi all’agguato solo perchè la pistola dei due killer si inceppò. Non solo, è la sorella di Saide Bruni, arrestata dalla Polizia il mese scorso con 5 chili di droga.

L’altro indagato è Luciano Liuzzi: 35enne, attualmente agli arresti domiciliari con un passato recente da rapinatore. Insieme all’altra indagata per la scomparsa, Giovina Vitale, era stato arrestato ad ottobre dalla Squadra Mobile nell’operazione ‘Break open’: facevano parte della banda che con una serie di spaccate metteva a segno furti e rapine in stazioni di servizio e tabaccherie, tra il nord Salento e Brindisi. Liuzzi, era finito in manette anche per tentato omicidio : quello di un barista di Squinzano al quale aveva sparato, dopo un litigio, con un fucile.

Droga, rapine, vendette e rese dei conti, e come scenario sempre la stessa zona: Campi, Squinzano, Cellino, San Donaci. Gli elementi per definire i contorni di un regolamento di conti mafiosi ci sono tutti, ora toccherà ai Carabinieri di Lecce e Campi coordinati dal PM Capoccia metterli insieme. Fondamentale sarà l’analisi dei tabulati telefonici dei cellulari degli indagati, finiti già sotto sequestro ed, eventualmente, le loro dichiarazioni durante gli interrogatori.