Vendola porta il PD al bivio

Nichi Vendola

BARI  –   Il nodo da sciogliere non è di quelli da poco conto. Accettare la penalizzazione in giunta o assumersi la responsabilità di mandare a gambe all’aria l’intera legislatura e tornare anticipatamente alle urne? Il cerino è in mano al PD. E questo il Governatore l’ha fatto intendere molto bene ancora una volta quando nelle scorse ore ha ribadito che, se non ci sarà convergenza sulle sue scelte, le dimissioni sono sul tavolo.

Lunedì si inizierà a parlarne in una riunione del gruppo del Partito Democratico. Ci si vedrà lì per capire da che parte andare.

La decisione degli assessori insigniti nel Vendola ter è spaccata.

Rosa Stanisci ha detto irrevocabilmente no.

De Caro fa sapere che preferirebbe di no.

Guglielmo Minervini “aspetta che il partito si esprima e poi si vedrà”.

Ma c’è anche chi nella delegazione democratica in giunta pensa che rifiutare la delega sia un gesto senza senso, preferendo accettarla e andare avanti, cercando di riscattare con i fatti la fiducia dei pugliesi risultata decisamente appannata nell’ultimo test elettorale.

Il presidente continua a sottolineare che le prerogative sono sue, perchè lui è stato scelto per governare la Puglia. “Basta tarantelle e teatrini politici”, ha aggiunto. E questa frase ha fatto adirare più di qualcuno negli ambienti democratici. “Offendere è troppo. Difendiamo il governare, ma dobbiamo difendere anche il segretario”.

Nelle riunione di lunedì si parlerà di tutto questo, del nuovo capogruppo – circola anche il nome di Pino Romano – ma anche dei problemi interni al PD. Più di qualcuno lamenta di aver appreso dalla stampa della richiesta di sospensione delle deleghe. “Non è possibile che accada una cosa del genere”, sostengono. “Siamo sempre qua, basta un cenno e ci riuniamo. Se non riusciamo ad essere compatti noi per primi come sperano di poter esserlo davanti a Vendola?”.

E non solo. L’ultima richiesta è che si parli della vicenda anche nella direzione del PD. “Dobbiamo capire cosa è successo”, dicono. Che tradotto significa mettere sotto la lente Michele Emiliano, reo secondo i più, di aver condotto trattative personalistiche che mettessero in sicurezza i suoi. “Il problema è che Vendola ascolta Emiliano e non Blasi”. Si parlerà di questo per giungere poi al vertice con il governatore dove il PD dovrà fare la sua scelta.