Veleni nel Poligono, LBC chiede analisi sugli animali

poligono di Torre Veneri

LECCE  –   Un monitoraggio su pesci, lombrichi, funghi, su quelle specie che sono considerate ‘bioaccumulatrici’, serbatoi in cui si depositano, se ci sono, i metalli pesanti. Su Torre Veneri, l’Associazione Lecce Bene Comune non si accontenta delle rassicurazioni dei vertici militari, nè del cammino che in parallelo, porta avanti la Procura di Lecce.

“C’è un’altra strada, quella civica, che nel frattempo si può percorrere e spetta all’amministrazione comunale tentarla”, è stato detto durante la conferenza stampa convocata in mattinata. È il motivo per cui lunedì a Palazzo Carafa, sarà protocollata la richiesta di affidamento di incarico ai servizi veterinari della ASL di Lecce, perchè esegua per conto del Comune, controlli mirati sulla fauna ittica.

Il riferimento rimane la tormentata vicenda del Poligono di Quirra, in Sardegna.

Che non ci sia uranio impoverito nel Poligono di Frigole, che non ci siano metalli pesanti dannosi per la salute, dopo 60 anni di esercitazioni militari tuttora in corso, è una verità ancora tutta da accertare.

E le dichiarazioni tranquillizzanti rese, appena 10 giorni fa, in Consiglio comunale, dai vertici dell’Esercito non bastano a smentire l’allarme. D’altronde, tutti si rifanno alle risultanze dei rilievi ARPA del 2010, ritenute ‘discutibili’, perchè non indagarono la presenza di metalli, ma si limitarono a quella dell’Uranio impoverito cercato poi, secondo gli esponenti di LBC, con metodologia e mezzi non adeguati.